/ Sanità

Sanità | 09 aprile 2021, 07:45

Icardi: "Entro il 18 aprile vaccinati tutti gli over 80 'trasportabili'. In Piemonte troppi ricoveri: potenziamo le cure domiciliari"

L'assessore alla Sanità ha relazionato in Consiglio regionale sulla situazione Covid. "Gli indicatori sono da zona arancione, speriamo nel cambio di colore dalla prossima settimana". Vaccini: "Noi pronti, ma servono più dosi"

Luigi Genesio Icardi

Luigi Genesio Icardi

"Abbiamo un tasso molto alto di ricoveri e stiamo cercando di capire il perché. Da un lato in Piemonte ci sono molti anziani e soggetti fragili, ma dall'altro è il sistema territoriale a essere carente". A dirlo è stato l'assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Icardi, intervenuto oggi in Consiglio regionale per un'informativa sulla situazione Covid sul nostro territorio.

L'assessore ha snocciolato numeri e parlato di possibili riaperture, ha sottolineato come il Piemonte sia la regione italiana con il più alto numero di vaccinati (con entrambe le dosi) in proporzione alla popolazione e parlato di "numeri ottimi", ma ha anche sottolineato quello che secondo lui è "l'unico indicatore davvero preoccupante": quello della percentuale troppa alta di posti letto occupati negli ospedali (67% nell'ordinaria e 59% nella terapia intensiva). "Il fatto è - ha sottolineato l'assessore - che in percentuale abbiamo più ricoveri Covid rispetto ad altre regioni e questo è un problema perché significa avere minore disponibilità per curare le altre patologie. Per questo va potenziato il sistema dei ricoveri domiciliari". "Come Giunta - ha annunciato l'assessore - domani emaneremo un Dgr che permette dimissioni assistite e sicure nei casi possibili con cure a domicilio per sgravare la pressione sulla rete ospedaliera"

Icardi ha affrontato di petto la questione vaccini: "Entro il 18 aprile - ha detto - finiremo la somministrazione degli over 80 in tutta la regione, almeno di quelli 'trasportabili'. La condizione di chi non si può muovere è invece più complessa e va studiata con tempi un po' più lunghi (al momento i vaccinati di questa categoria sono 13mila, circa il 30% del totale). Intanto diciamo che in alcune province, come Asti, la vaccinazione degli over 80 è già stata completata, mentre a Torino e nella sua cintura ci sono i ritardi più significativi, probabilmente a causa della densità di popolazione. Conclusa in tutta la regione, invece, la vaccinazione nelle Rsa. Anche i rappresentanti delle Forze dell'ordine sono stati quasi tutti vaccinati, oltre 7mila nella Protezione civile".

E poi ancora: "Abbiamo 78 centri privati che attendono solo il nostro nulla osta per partire, e non possono farlo unicamente perché mancano i vaccini", ha poi proseguito Icardi. "Stiamo anche facendo un nuovo accordo con i farmacisti, che dopo l'accordo nazionale hanno fatto ricorso, ma presto dovremo partire anche con le vaccinazioni nelle farmacie. Inoltre quasi mille volontari si sono messi a disposizione per contribuire alla nostra campagna vaccinale. Intanto siamo arrivati a 927 medici che hanno deciso di contribuire alla campagna vaccinale nei propri studi, e altrettanti hanno dato l'adesione per farlo negli spazi delle Asl".

Poi, su AstraZeneca: "Secondo le ultime indicazioni dell'Istituto superiore di Sanità è approvato a partire dai 18 anni ma, tenuto conto del basso rischio tromboembolico a fronte dell'elevata mortalità da Covid nelle fasce di età più avanzate, è raccomandato a partire dai 60 anni. Questo complica un po' la campagna vaccinale perché dovremo riorganizzarci, ma siamo già al lavoro".

Icardi ha poi parlato dell'obbligo di vaccinarsi per tutto il personale sanitario: "Le dosi già somministrate sono 340mila e sono già 162mila gli operatori che hanno ricevuto entrambe le dosi. Per chi rifiuta il vaccino serve il pugno duro: sanzioni pesanti come le sospensioni, anche senza stipendio".

Infine, un pensiero al possibile passaggio del Piemonte in zona arancione a partire dalla prossima settimana: "Visto l'indice Rt sotto l'1% - ha detto Icardi -, potremmo nuovamente essere collocati in zona arancione, malgrado il tasso di occupazione dei posti letto negli ospedali, che è l'unico non positivo in Piemonte".

Le reazioni delle opposizioni

"Con 933.881 dosi su 1.240.040 ricevute, il Piemonte si attesta al 75,3% delle dosi somministrate, all’undicesimo posto in Italia (fonte: governo.it). Col 6%, siamo penultimi in Italia, seguiti dalla sola Calabria, in termini di 'sole prime dosi somministrate', mentre siamo primi in Italia, col 7,7%, per persone che hanno completato il ciclo vaccinale (fonte: gimbe.org). Questi sono i dati che avremmo voluto sentire da Icardi, invece abbiamo ascoltato solo quelli positivi". Ad affermarlo sono i consiglieri regionali Domenico Rossi e Daniele Valle, in seguito alle comunicazioni dell'assessore Icardi in Consiglio regionale (LEGGI QUI).

"Cosa vogliono dire questi dati? - si chiedono ancora Rossi e Valle - Che il Piemonte ha spinto molto sulle seconde dosi, completando i cicli vaccinali, mentre le altre regioni italiane, considerando il fatto che la prima dose di vaccino ha già di per sé un'efficacia immunizzante, hanno scelto invece di ampliare la platea dei protetti, confidando nell’aumento delle dosi in arrivo per completare poi i cicli".

Più duro l'attacco del capogruppo di Luv, Marco Grimaldi: "Icardi si scorda di dire che siamo penultimi davanti alla Calabria per le somministrazioni della prima dose, e che il Piemonte veleggia a metà classifica fra le Regioni italiane, un risultato di cui non vantarsi ma che invece sembra riempire di orgoglio la Giunta leghista che evidentemente sceglie di non fare i conti con un dato allarmante: siamo la regione che ricovera di più di tutta Italia e che non riesce a mettere in sicurezza i più fragili. Il traguardo di vaccinare tutti gli 80enni entro il 15 aprile è già stato nuovamente spostato in là di tre giorni e solo il 30% di quelli non trasportabili ha ricevuto la prima dose di vaccino: è una situazione drammatica ed inaccettabile".

Durante il dibattito in aula, l’assessore ha risposto a Sarah Disabato (M5s) che il protocollo per le cure domiciliari è applicato meglio nella provincia, piuttosto che nella città metropolitana di Torino, dove "la pressione ospedaliera è più forte". E a Silvio Magliano (Moderati), ha assicurato che farà presente al Dirmei la situazione di comunità di ecclesiastici anziani e di comunità di persone disabili affinché siano tutti vaccinati.

Francesca Frediani (M4o) ha chiesto informazioni sulla vaccinazione nelle carceri. Icardi le ha risposto che “tutto il personale della polizia penitenziaria è stato vaccinato e, se si riusciranno ad avere dosi aggiuntive, i carcerati verranno vaccinati in deroga a quanto prevede attualmente la norma”.

Ha posto invece la questione della "scelta del vaccino" il consigliere Paolo Ruzzola (Fi), preoccupato dalle persone che si rifiutano di fare AstraZeneca. "Al momento - ha risposto Icardi - non esiste per i cittadini la possibilità di scegliere un vaccino piuttosto che un altro”.

Daniele Angi (www.torinoggi.it)

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium