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Attualità | 11 aprile 2021, 11:04

"Il nome di Federico Tozzi avrebbe dato stimolo e iniziative culturali a Saluzzo"

Una lettera aperta firmata di chi ha suggerito per l’intitolazione della biblioteca civica il libraio editore saluzzese, scomparso prematuramente lo scorso anno. “Sarebbe stato un invito ad indossare le scarpe da corsa”

I volumi pubblicati da Federico Tozzi in vendita online da edizioni Savej

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Delusione, si legge nella lettera, non tanto per il mancato obiettivo: l’esclusione  del nome di Federico Tozzi dal secondo giro di consultazioni e, quindi  l’impossibilità di vederlo entrare nella rosa dei 10 finalisti all’intitolazione della biblioteca civica di Saluzzo. Quanto il fatto che l’intitolazione o, comunque, la stessa possibilità  di parlarne in un confronto aperto, sarebbe stato, si sottolinea, uno stimolo culturale per la città e motore di iniziative.  

Siamo disarmati – dice a nome di una rappresentanza di amici  Noemi Ferrato in una lettera aperta, che evidenzia l’amarezza per l’esclusione di Tozzi, libraio editore, morto prematuramente a 45 anni, lo scorso anno. Era il più votato, non solo da amici e da saluzzesi, perché  nel panorama culturale dell’editoria di nicchia indipendente, il suo nome era molto conosciuto  ed ha esportato una bella immagine culturale della città, come Federico Tozzi editore in Saluzzo.

L’Amministrazione comunale  ha ignorato la proposta e purtroppo anche le numerose richieste di confronto e spiegazione, arrivando solo una settimana fa a formulare una risposta che desta ora solo perplessità e rassegnazione".

Il Comune ha risposto pubblicamente sul sito e sui media attraverso comunicati stampa. “Abbiamo ritenuto di non derogare a questa norma per non innescare una sorta di competizione degli affetti e delle emozioni che avrebbe urtato le sensibilità di famigliari e amici di alcuni saluzzesi deceduti di recente. Questo forse non  è stato del tutto compreso, ma è un criterio che ha guidato tutte le più recenti intitolazioni".  

Ma, riprende la lettera: “Cosa significa?” “Il nome di Tozzi é stato accostato alla biblioteca non sull'onda dell'emotività  di un lutto ( che altri drammaticamente hanno vissuto in città) ma perché questo giovane saluzzese ha dato vita ad un progetto di editoria innovativo, ha pubblicato testi inediti in italiano (anche premi Nobel) ha avuto risonanza e recensioni in testate nazionali e riscontri in vari ambiti.

Intitolare la biblioteca a lui (che nemmeno mai forse l'avrebbe desiderato) nell'idea di molti che lo hanno sostenuto, significava suscitare curiosità, dare un'idea di apertura e innovazione culturale ad una città che stenta a rinnovarsi,  promuovere iniziative culturali nuove (concorsi letterari, festival legati all'editoria indipendente, progetti con le scuole, e così via). Significava in altri termini provare ad indossare scarpe da corsa e fare uno scatto verso un obiettivo di innovazione e immagine di cultura diverso e nuovo per Saluzzo.  Invece si é deciso di chiudere la porta a ciò che non é conosciuto e compreso e  indossare le comode pantofole da salotto, lasciandosi rassicurare da tutto ciò che si conosce

L’esclusione del nome dalla lista dei possibili candidati, segnalati online o  attraverso schede cartacee su invito dell’Amministrazione a dare suggerimenti di nominativi, è stata decisa anche  in base ad una norma toponomastica che richiede per le intitolazioni  i 10 anni dalla morte della persona indicata. 

In questo caso però si è  fatta obiezione al Comune  per l’intitolazione del teatro civico a Magda Olivero, soprano saluzzese conosciuto in tutto il mondo,  morta nel 2014  all’età di 104 anni.   

Mentre la Commissione sta valutando la rosa dei 10 finalisti, dopo una seconda fase di preferenze espresse sulla stessa ( 1.254 i voti pervenuti on line  e un centinaio di schede cartacee) il Comune ha comunicato che all’opera culturale di Tozzi, per far conoscere la passione e l’attività dell’ editore saluzzese  “in accordo con la famiglia e con gli amici “ verrà dedicato, nella nuova “Casa dei libri”  da pochi mesi alla ex Caserma Musso,  un apposito spazio con i  suoi volumi. 

"Ma continua la lettera - gli amici  in realtà e per le ragioni esposte non hanno condiviso  con l'amministrazione (solo assistito ) alla scelta di dedicare a Federico uno scaffale della biblioteca (la famiglia avrà, se mai, il legittimo compito di decidere in merito).  

Non rimane pertanto che augurarsi che in altri casi , in futuro, si abbia il coraggio di togliere le pantofole e aprire qualche porta".

 

vilma brignone

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