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Cuneo e valli | 11 aprile 2021, 12:25

Anche le aziende cuneesi danneggiate da un piano vaccinale che stenta a decollare

L'imprenditore Battaglino: "Si rischia un blocco delle consegne e anche la perdita di commesse estere". E' necessario un piano anche per chi svolge lavori di manutenzione nelle carceri, negli ospedali o nelle case di riposo

Anche le aziende cuneesi danneggiate da un piano vaccinale che stenta a decollare

Anche gli operai che lavorano in ambienti e su cantieri a rischio, devono essere vaccinati per tutelare la loro salute e quella altrui.

A sostenerlo è un noto imprenditore di Cuneo, Lorenzo Battaglino, della Silo: “Oltre alle difficoltà per la pandemia da Coronavirus - spiega - ora anche un piano vaccinale che stenta a decollare, mette a rischio e rallenta il lavoro di imprese come la mia, i cui dipendenti quotidianamente operano in zone a rischio, dove spesso scoppiano focolai da Covid”.

Luoghi a rischio come carceri, ospedali e strutture per anziani, ma non solo, dal momento in cui le aziende - e la Granda ne vanta molte - hanno anche delle commesse all’estero.

“Da settimane - spiega - chiedo all’Asl di poter tutelare i mie dipendenti, una cinquantina tra le sedi di Cuneo e Lagnasco, facendo loro il vaccino. Quotidianamente operano in strutture considerate a rischio, dove spesso scoppiano focolai, come le carceri di Cuneo, Fossano, Alba. Oppure le case di cure piuttosto che gli ospedali”.

“Un altro problema - sottolinea l’imprenditore Battaglino - è dato dalle commesse all’estero. È problematico, ma anche pericoloso, mandare dipendenti in Paesi come la Turchia, la Tunisia, l’Egitto o l’Iran, senza aver dato una tutela sanitaria ai lavoratori. Senza vaccino il lavoro rallenta ancora di più e l’economia italiana avrà sempre maggiori difficoltà a riprendersi”.

Per ora, come spiega Lorenzo Battaglino della Silo: “Come azienda cerchiamo di tutelarci e trovare soluzioni a nostre spese, creando un cordone sanitario quando ci rechiamo all’estero, prenotando, in accordo con le aziende per le quali operiamo, aerei o cliniche privati per gestire in sicurezza l’eventuale contagio di un dipendente della Silo. In attesa di un vaccino”.

NaMur

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