Al Direttore - 12 aprile 2021, 10:02

"Nostra mamma è una vittima indiretta del Covid, consumata nella malinconia e nella tristezza di non poter vedere i suoi cari"

La lettera del signor Franco, che ci aveva scritto raccontandoci della madre, ospite di una rsa di Cuneo. E' mancata la sera dell'11 aprile

Nei giorni scorsi il signor Franco ci aveva inviato una lettera nella quale ripercorreva l'anno della pandemia di Giovanna, classe 1926, ospite di una rsa di Cuneo e ormai da tempo, come tutti, impossibilitata a ricevere la visita dei figli e dei nipoti, per lei una grande fonte di gioia.

Il signor Franco si chiedeva semplicemente: "Perché, se siamo tutti vaccinati, non possiamo andare a trovarla?". Evidenziando, inoltre, come la donna si stesse spegnendo a poco a poco e avesse perso ogni interesse verso la vita, proprio per la mancanza di contatto fisico con la sua famiglia.

Ci ha scritto di nuovo, per dirci che Giovanna è mancata.

Buonasera

Qualche tempo fa scrissi la storia di Giovanna, classe 1926, che si struggeva di malinconia e tristezza nella Casa di Riposo “Casa Famiglia” di Cuneo.

Conclusi la storia dicendo che “il finale era ancora da scrivere”…

Ebbene, ora lo posso scrivere: la sera dell'11 aprile, verso le ore 20, Giovanna ha attraversato il ponte per l’aldilà e se ne è andata in silenzio fortunatamente senza soffrire… almeno è ciò che speriamo.

Nell’ultima settimana siamo stati autorizzati a farle visita con tutte le precauzioni previste per l’emergenza ma non sappiamo se si è resa conto della nostra presenza.

Era pensabile che il finale anche se non scritto era prevedibile; resta il rammarico di questo anno ed oltre di lontananza che non ha permesso di dimostrarle concretamente tutto l’amore di noi figli e della sua famiglia.

Voglio rimarcare il fatto che la nostra Mamma, come tante altre nelle RSA, è una vittima indiretta del Covid-19 e per le fredde statistiche dovrebbe essere conteggiata tra i deceduti per il virus; tante altre nonne, mamme, nonni e padri sono nelle Case di Riposo che attendono una carezza, un bacio dai loro familiari e si consumano nella malinconia e nella tristezza.

Pensiamoli! Hanno vissuto una vita di lavoro e sacrifici ed ora non possono essere ricambiati con un bacio, una carezza o un abbraccio.

Franco Alpigiano

redazione