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Attualità | 12 aprile 2021, 11:19

Alba, scarti edili e non solo nelle discariche abusive che fioriscono lungo il Tanaro

Si moltiplicano gli episodi riconducibili ad attività artigianali compiute in mancanza di autorizzazioni. L’assessore all'Ambiente Marcarino medita di chiudere al traffico la strada del lago San Biagio

Gli assessori Marcarino e Reggio durante il sopralluogo compiuto venerdì insieme al comandante della Polizia Locale Antonio Di Ciancia

Gli assessori Marcarino e Reggio durante il sopralluogo compiuto venerdì insieme al comandante della Polizia Locale Antonio Di Ciancia

Chiudere al transito veicolare la strada bianca che costeggia il Tanaro nella zona del lago San Biagio. E’ quanto l’Amministrazione albese intende fare per ovviare ai sempre più frequenti episodi di discarica abusiva che si starebbero verificando nelle campagne prossime agli svincoli della tangenziale.

Nei giorni scorsi l’assessore comunale all’Ambiente Marco Marcarino ha compiuto un sopralluogo sul sito insieme al collega di giunta Massimo Reggio e al comandante della Polizia Municipale Antonio Di Ciancia.

"Stiamo purtroppo assistendo a una recrudescenza di questo fenomeno – spiega Marcarino –. Si tratta di una problematica annosa, che ora pare però aggravata dai frequenti ritrovamenti di materiali che parrebbero riconducibili ad attività edili e artigianali. Evidentemente siamo di fronte a persone che evidentemente prestano la propria opera privi delle necessarie autorizzazioni, per cui non hanno la possibilità di conferire tali rifiuti speciali secondo i canali ordinari, a partire dalle isole ecologiche".

Da qui, oltre alla ricerca dei responsabili, la decisione di chiudere quella strada, oggi raggiungibile sia da strada Riondello che dall’incrocio di frazione Scaparoni, tramite la posa di barriere e accorgimenti che consentano di videosorvegliarla. L’accesso alla stessa rimarrebbe limitato a pedoni e ciclisti, oltreché ai gestori del circolo sportivo collegato al lago, mentre si ragiona anche su quali misure adottare nei confronti dei due insediamenti di nomadi ormai da tempo sistemati in quella stessa zona.

Ezio Massucco

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