/ Attualità

Attualità | 12 aprile 2021, 11:03

Il commosso saluto di Montaldo Mondovì a Oreste Vinai, storico titolare della "Vecchia Giacobba"

A pochi mesi di distanza dalla scomparsa della moglie Lena, il monregalese perde un'altra importante pagina di storia locale

Oreste Vinai con la moglie Lena

Oreste Vinai con la moglie Lena

Montaldo Mondovì e le valli monregalesi perdono una pagina molto importante di storia locale. 

Si è spento Oreste Vinai, storico titolare del ristorante "Vecchia Giacobba". Pochi mesi fa era scomparsa l'amata moglie, Giovanna Baracco, "Lena". 

“Sapevamo della situazione critica in cui versava il nostro Oreste, da quando si ammalò con la moglie. Li avevamo ricordati insieme, perché erano una cosa sola, e quando lei se ne andò da allora ha dovuto sopportare il peso della malattia e il dolore della perdita." - racconta il consigliere Paola Prucca, condividendo alcuni ricordi a nome dell'amministrazione - "Lena e Oreste fecero nascere in un angolo di paradiso del nostro territorio, un’azienda famigliare solida.

Conosciuta da tutti, la “Vecchia Giacobba” era un momento di ristoro non solo per i proverbiali pranzi, ma anche per l’accoglienza del luogo, in cui si finiva per passare un’intera domenica giocando a bocce, godendosi il fresco sulle loro panchine, camminando nel bosco o a volte passandoci una vacanza completa.

Donna energica la signora Lena, compagna e madre responsabile e affettuosa, divenne poi discreta presenza nel veder proseguire i figli, nel segno di una trasmissione di valori e passione.

Ci piace ricordarla con simpatia, interessata nell’aiutarci a programmare la camminata intorno agli Oberti, con arrivo e partenza davanti alla loro locanda: ci rimarranno sempre impressi i suggerimenti e la preziosa consulenza che fece con il marito nel riportare storie ed episodi accaduti in quel pezzo di mondo fortunato e baciato dal sole. Nei loro occhi l’entusiasmo e l’amore per la propria terra.

Quando si sente dire che gli anziani non sono più produttivi, si spera sia per incolpevole ingenuità e ovviamente, leggerezza. La loro presenza era ancora molto importante per la famiglia e per noi come comunità che nell’ultimo anno si è vista portar via protagonisti che hanno fatto la nostra storia: era la continuità, le radici.

Oreste, spesso silenzioso osservatore, fu dirompente nel raccontare le sue vicende, quando bambino osservò la crudeltà della guerra, fu testimone attento e ignaro di una rappresaglia davanti alla loro locanda. Nelle parole di Livia Ruffino, fu riportata la sua vicenda nel primo tratto della nostra camminata agli Oberti, davanti a quel pilone che lo vide poi protagonista di una storia di rinascita e di affermazione dello spirito imprenditoriale e dei suoi solidi principi. La cura con cui tutto è sempre stato mantenuto ci testimonia l’amore per il loro territorio e di questo l’amministrazione comunale è grata.

Un unico rammarico: non essere riusciti a ripristinare la festa di San Giovanni agli Oberti con festa finale alla Giacobba, che da sempre è un’istituzione per il luogo.

Il COVID ci ha bloccati e ci ha portato via un altro protagonista della nostra storia. Ricorderemo i suoi racconti e cercheremo di farli rivivere con la sua amata famiglia cui oggi ci stringiamo".

AP

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium