Attualità - 14 aprile 2021, 20:02

Graglia e Pellegrino (FI): un'interrogazione per difendere il comparto ittico dalla distruzione

Richiesta la sospensione dell'adozione della check-list delle specie ittiche autoctone al fine di perfezionarne i contenuti

Continua il mio impegno e quello di Forza Italia per evitare che l’intero comparto ittico venga distrutto. Sostenendo la forte sollecitazione del Presidente Regionale Fipsas Giacomo Pellegrino, ho contattato i nostri deputati Diego Sozzani e Paolo Zangrillo e il nostro senatore Marco Perosino che hanno presentato due interrogazioni, ai due rami del Parlamento per chiedere di sospendere l’adozione della check-list delle specie ittiche autoctone al fine di perfezionarne i contenuti e di concertarli con gli strumenti di pianificazione delle Regioni e delle Province Autonome; la possibilità di definire un congruo periodo transitorio che consenta al sistema gestionale della pesca e alla collegata normativa territoriale un graduale adeguamento alle eventuali nuove implicazioni; e la parziale modifica dei decreti ministeriali al fine di consentire un congruo e produttivo lasso di tempo per una corretta redazione e successiva valutazione delle istanze di deroga".

Ad annunciarlo in una nota il vicepresidente del Consiglio regionale Franco Graglia, responsabile regionale del Dipartimento Turismo per Forza Italia.

"È evidente che le specie ittiche non autoctone, che da più di un secolo rappresentano la consuetudine nella gestione delle politiche inerenti alla pesca professionale e ricreativa turistica, sono principalmente il coregone, la trota iridea e la trota farlo. Il blocco della loro immissione, da sempre considerata compatibile all’interno dei Piani ittici regionali con la salvaguardia del territorio e delle specie autoctone, prodotto dagli ultimi decreti impatta pesantemente sul la pesca dilettantistica, ricreativa, sportiva o turistica, che rappresenta non solo il modus operandi delle politiche di conservazione del patrimonio ittico indigeno, ma anche e soprattutto un’occasione per innumerevoli territori montani di esercitare attrattività ed economia collegata alla frequentazione di aree interne in cui il reticolo idrografico rappresentato da laghi, fiumi e torrenti è stato, è e sarà uno strumento imprescindibile per la resilienza ed il rilancio delle aree interne sia dal punto di vista economico e commerciale che sociale in considerazione delle innumerevoli associazioni locali con coinvolgimento di decine di migliaia di appassionati ed addetti".

"Attendo fiducioso una risposta a questi quesiti che permetta di salvaguardare centinaia di posti di lavoro in Piemonte nei piccoli Comuni montani oltre che tante associazioni che costituiscono un richiamo vitale fondamentale per le aree marginali".

comunicato stampa