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Politica | 16 aprile 2021, 15:03

La Lega gioca d’azzardo, si spacca il centrodestra in Regione

Forza Italia e Fratelli d’Italia si dissociano dalla proposta di rivedere la legge del 2016. L’opposizione presenta decine di migliaia di emendamenti. Il “caso” rischia di trasformarsi in un Vietnam per la coalizione del presidente Cirio

Immagine di repertorio

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La messa in discussione della legge del 2016 sul gioco d’azzardo, fortemente voluta dalla Lega, sta determinando una profonda spaccatura nella maggioranza di centrodestra in Regione.

Prima Forza Italia, adesso Fratelli d’Italia si sono dissociati lasciando il gruppo regionale leghista solo nel sostenere la proposta ora motivo di tensioni fra i tre partiti.

Forza Italia ha eccepito sull’opportunità di intervenire su una materia rispetto alla quale associazioni, ordini professionali di psicologi e assistenti sociali hanno assunto una posizione di netta contrarietà.

La Lega ha motivato la scelta sostenendo che il comparto dà lavoro in Piemonte ad oltre 5000 operatori del settore, facendone una questione di principio per segnare discontinuità rispetto alla decisione a suo tempo assunta dalla giunta Chiamparino.

A prescindere da considerazioni di merito, la questione sta diventando un caso politico.

Netta la posizione assunta in proposito da Fratelli d’Italia.

 “Il nostro partito – scrivono in una nota il capogruppo Paolo Bongioanni e il segretario regionale Fabrizio Combaè fermamente contrario a qualunque forma di liberalizzazione o aumento delle disponibilità per quanto concerne le misure che regolano il gioco d’azzardo. In questo momento e in questo contesto politico sociale ed economico, la proposta non può avere il nostro sostegno.

Chiediamo al relatore di fermarsi e di non dividere in un frangente tanto delicato le forze di maggioranza su una tematica che non può certo essere considerata prioritaria per i piemontesi”.

Replica il consigliere regionale leghista Matteo Gagliasso: “Mi chiedo – scrive in un comunicato il giovane esponente saviglianese della Lega - se i colleghi che siedono sui banchi della minoranza abbiano aperto i loro profili social e abbiano raccolto il grido di disperazione di tante persone che hanno investito denaro e futuro in un’attività legale e che qualcuno oggi ha deciso di spingere ai limiti della società additandoli come sfruttatori di patologie e lobbisti dell’altrui fragilità”.

Sono scesi in campo anche i Giovani padani: “É una legge, quella che propone la Lega – affermano - che vuole contrastare nella maniera più radicale le infiltrazioni della criminalità organizzata che, come ricordato dai magistrati che con coraggio lottano contro le mafie, ha allungato i propri tentacoli laddove si è scelta la strada del proibizionismo.

Per difendere queste ragioni – spiegano - siamo pronti a fare la nostra parte per sostenere una riforma non più prorogabile, nel nome del lavoro, della salute e della legalità”.

La spinosa questione, dopo due giorni di serrato confronto in Consiglio regionale, è comunque rimasta al palo perché in maggioranza non c’è accordo. Anzi, come si evince, c’è un chiaro e netto disaccordo.

I partiti di opposizione hanno depositato decine di migliaia di emendamenti determinando un ostruzionismo che sta inchiodando l’attività del Consiglio regionale e mettendo a rischio i rapporti in seno al centrodestra.

Resta da capire il perché la Lega, in un frangente così complicato, con l’emergenza sanitaria ancora in pieno corso e con interi settori produttivi in ginocchio, dal commercio, all’artigianato al turismo, abbia voluto giocare così pesantemente…d’azzardo.

Il presidente Alberto Cirio guarda ma non favella. 

GpT

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