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Attualità | 18 aprile 2021, 07:33

Studio geologico dell'associazione 'Uniti per il Tenda': possibile un viadotto per connettere la galleria esistente (Foto)

Tutti i particolari dello studio, redatto dal Dottor Piero Adamo, secondo il quale si potrebbe ripristinare così il passaggio senza rivedere il progetto del tunnel, eventualità che porterebbe alla chiusura del transito per molti anni.

Studio geologico dell'associazione 'Uniti per il Tenda': possibile un viadotto per connettere la galleria esistente (Foto)

L’associazione ‘Uniti per il Tenda’ ha affidato uno studio geologico al Dottor Piero Adamo, secondo il quale e sulla base dei dati in suo possesso, sarebbe possibile valutare la realizzazione di un viadotto sul ‘Rio della Ca’, che possa connettere la galleria esistente con la strada proveniente da Tenda, ripristinando così il passaggio senza rivedere il progetto del tunnel, eventualità che porterebbe alla chiusura del transito per molti anni.         

La strada Statale 20 è chiusa da ottobre scorso, da quando la furia della tempesta ‘Alex’, oltre a portarsi via parte della valle, ha letteralmente mangiato la montagna sul colle. Il progetto, se andasse in porto, consentirebbe il ripristino della circolazione tra la Valle Vermenagna e la Valle Roya, di grande importanza per le Provincie di Cuneo e Imperia e per il Dipartimento delle Alpi Marittime.

Lo studio del geologo Adamo, parte della soluzione progettuale originaria (quella prima della tempesta ‘Alex’) che, come si vede nell’immagine sottostante, prevedeva la realizzazione di un nuovo tunnel e di un breve viadotto per oltrepassare il ‘Vallone della Ca’, da affiancare al tunnel ed al viadotto preesistente.

“Gli effetti dell’evento alluvionale del 2 e 3 ottobre scorsi – è scritto nello studio - hanno fortemente interessato l’area dell’imbocco Sud del Tunnel del Tenda. I caratteri salienti dell’evento alluvionale e degli effetti sulla morfologia locale oltre che i caratteri geologico-geomorfologici a sostengo della proposta progettuale di realizzazione di un nuovo viadotto. L’evento alluvionale è stato innescato da precipitazioni particolarmente intense e molto concentrate. In 12 ore, presso la stazione pluviometrica di Limone-Pancani, sono stati registrati 515 mm di pioggia, un terzo della precipitazione annua normale. Tra tutti i fenomeni osservati, ha sorpreso in particolare la violenza e la durata del nubifragio che si è accanito per una dozzina d'ore intorno al Col di Tenda, tra pomeriggio e sera del 2 ottobre. Si trattava di nuclei rigeneranti di intense precipitazioni in continua risalita da Sud, dalla Val Roya (non a caso molto colpita) e ulteriormente incentivati dallo sbarramento orografico offerto dal crinale Rocca dell'Abisso-Marguareis. Per 12 ore gli apporti orari di pioggia sono stati compresi tra 20,8 e 60,8 mm/h (considerando ore fisse, non qualunque sequenza di 60 minuti), totalizzando ben 515,4 mm tra le ore 9 e le 21 UTC; un valore che rappresenta un nuovo record di intensità pluviometrica in 12 ore per qualunque stazione della rete Arpa Piemonte”.

I danni all’imbocco sud della galleria sono stati causati da due rii, uno ad Est, il Rio delle Cannelle ed uno ad Ovest, denominato Rio della Ca. ll Rio delle Cannelle ha esercitato un’azione erosiva, riprendendosi il suo alveo originario modificato dalle discariche del Tunnel storico, su cui poggiava il piazzale dell’imbocco francese.

Lo ‘smarino’ della galleria vecchia (materiale di risulta dello scavo, accumulato nella sopraccitata discarica) oltre a costituire il sedime del piazzale di uscita della galleria era stato collocato all’interno dell’alveo originario del Rio, rendendolo sospeso rispetto al resto della valle e collegandolo a questo con una cascata. Durante l’evento alluvionale il Rio delle Cannelle si è riportato alla sua quota originaria, scorrendo in un alveo in roccia. Il ‘Vallone della Ca’, ad ovest dell’uscita del tunnel, è stato superato da due ponti, uno storico ed uno di recente realizzazione. Entrambi i passaggi sono stati asportati, isolando l’imbocco.

Durante l’evento alluvionale le piogge eccezionali, concentrate in un bacino ripido ed instabile interessato da estesi fenomeni franosi come quello del Rio della Ca, hanno eroso a monte e depositato a valle. Il Bacino del Rio della Ca non risulta essere molto esteso, ma è molto ripido ed è interessato, notoriamente, da estesi fenomeni franosi che nel tempo hanno portato a numerose variazioni del tracciato della vecchia strada che sale al Colle di Tenda e che sono evidenziati anche nel progetto della nuova galleria di Anas.

Il settore di imbocco dei due tunnel è impostato nei calcari, ricoperti dai riporti antropici di discarica dello smarino proveniente dallo scavo del vecchio tunnel. Il versante in destra del Rio della Ca, interessato da dissesti di versante, è impostato in terreni flyshoidi, quali scisti calcarei, arenacei e marnosi. Le coperture quaternarie, se si escludono i depositi fluvio-torrentizi presenti in corrispondenza dell’alveo del Rio della Ca, risultano essere piuttosto esigue.

Secondo lo studio, quindi, sarebbe praticabile una proposta progettuale che preveda di modificare solo parzialmente l’attuale progetto di galleria. Le modifiche al progetto sono relative al passaggio sul Rio della Ca ed alla protezione dall’erosione al piede di quanto rimane del piazzale di imbocco della vecchia galleria. Lo studio geologico fatto realizzare dall’associazione ‘Uniti per il Tenda’, propone quindi la realizzazione di un breve viadotto a servizio di entrambi i tunnel che oltrepassi il Rio della Ca e che si connetta alla nuova viabilità già in fase di realizzazione. Per permettere l’utilizzo del tunnel vecchio dovranno essere abbattute le strutture presenti nell’area, in modo da rendere più agevole e sicura la circolazione veicolare.

Le spalle del viadotto dovranno essere fondate su pali immorsati nei calcari presenti al di sotto dello smarino che costituisce il piazzale del tunnel vecchio e nel versante in roccia presente in sponda destra del rio. La nuova viabilità in destra idrografica del Rio della Ca, essendo collocata in un’area in dissesto, dovrà prevedere opportune opere di sostengo del versante. Dovranno essere, inoltre, eseguiti lavori di stabilizzazione di quanto rimane del rilevato di imbocco della galleria, mettendolo in sicurezza e opere di protezione dall’erosione al piede da parte del Rio delle Cannelle. Nell’alveo del Rio della Ca dovranno essere eseguite opere di sistemazione, ampliandone la sezione di deflusso e collocando a monte una serie di soglie, per favorire lo smaltimento di un’eventuale colata detritico-torrentizia.

Carlo Alessi

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