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Al Direttore | 22 aprile 2021, 15:06

Pass vaccinale: una fetta giovane della popolazione non potrà viaggiare se non facendio il tampone a pagamento

Ci scrive un lettore, evidenziando anche le diverse prassi vaccinali messe in atto dalle Regioni

Pass vaccinale: una fetta giovane della popolazione non potrà viaggiare se non facendio il tampone a pagamento

Buongiorno Direttore,

Le scrivo questa mail in quanto ho saputo che in molte regioni italiane al momento della prenotazione per essere inseriti nel piano vaccinale viene immediatamente comunicata la data e il luogo.

La stessa cosa non avviene nella regione Piemonte. Pur comprendendo il problema di approvvigionamento dei vaccini, non capisco come nella nostra realtà piemontese  la stessa prassi non sia stata adottata. Ho saputo che alcuni medici di base sottopongono alla vaccinazione i loro pazienti o presso locali messi a disposizione da enti del territorio o presso i loro studi.

E' un'ottima iniziativa, ma non comprendo il criterio con cui vengono individuati i pazienti da vaccinare dal momento che mi è giunta notizia che nell'elenco delle persone vaccinate si riscontra una varietà di classi di età non legate a patologie o  disabilità.

In questi giorni inoltre è allo studio il passaporto che permetterebbe a chi ha completato l’intero ciclo vaccinale o ha subito il COVID-19 ed è guarito, o ha effettuato un tampone negativo nelle ultime 48 ore di potersi muovere tra regioni.

Questa soluzione nella fase attuale è assolutamente discriminatoria nei confronti di chi non ha ancora potuto ottenere il vaccino (pur essendosi iscritto) costringendo al pagamento del tampone il cittadino quando il vaccino è gratuito per tutti. In questa estate avremo quindi una grossa fetta della popolazione anche giovane o di mezza età che se venisse adottata questa procedura sarebbe costretta ad eseguire il tampone (a pagamento).

In conclusione ritengo come questa pandemia debba farci riflettere sull’importanza che la Sanità ritorni ad essere gestita a livello nazionale considerando che mediamente rappresenta circa il 70% dei bilanci regionali condizionati talvolta  da  appetiti elettorali. Stesso criterio andrebbe adottato anche ai trasporti. 

Tutto questo per fare in modo che ogni cittadino sia posto nelle stesse condizioni indipendentemente dal luogo in cui vive.

La ringrazio per l'attenzione che verrà riservata alla presente.

Valter CAVALLO

al direttore

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