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Attualità | 22 aprile 2021, 20:32

Al Caffè Letterario di Bra si parla del libro ‘Sassi e sacrilegi’ di Marco Iacona con il musicista Paolo Paglia

Il compositore albese: “Un libro verace e graffiante come il suo autore. È stato lui che mi ha iniziato alla scrittura”

Al Caffè Letterario di Bra si parla del libro ‘Sassi e sacrilegi’ di Marco Iacona con il musicista Paolo Paglia

Veri amanti della lettura e letteratura mettetevi comodi: al Caffè Letterario di Bra arriva Marco Iacona, vincitore del ‘Premio Selezione’ del concorso letterario internazionale Arché di Anguillara Sabazia (2010) con ‘1968, le origini della contestazione globale’, nonché finalista al premio Siderno (2009).

Ma non finisce qui. A presentare l’ultimo libro dello scrittore siciliano dal titolo ‘Sassi e sacrilegi’ (Tabula Fati 2021) è niente di meno che il famoso musicista Paolo Paglia, ormai un habitué del salotto culturale della giornalista Silvia Gullino.

Spiega il compositore albese: “Grazie al Caffè Letterario, faccio una confessione. Sono stato iniziato alla scrittura dall’amico Marco Iacona, intellettuale, ricercatore e saggista, già autore di quindici volumi e collaboratore de Il Giornale, che fu di Indro Montanelli. Grazie a lui ho scoperto un nuovo modo di comunicare con la gente: la musica delle parole”.

Aggiungendo. “Ammiro il suo modo di scrivere e le graffianti riflessioni che esprime nelle sue pubblicazioni, dove nulla è per caso e tutto ha una verità, a volte salvifica, ma più spesso amara”. In ‘Sassi e sacrilegi’ vediamo, infatti, passare sotto la lente d’ingrandimento vizi, molti, e virtù, poche, dell’animale italico: iperbolico, sbandato, un po’ fanfarone, decisamente bugiardo.

Dal sud, eterna incompiuta, al nord virtuoso a prima vista - aggiunge Paglia - poco o nulla sfugge alla penna ‘giustiziera’ di questo autore che ama concentrarsi sul vissuto a tratti sbiadito di una generazione, quella dei cinquantenni, che a suo dire, ha solo ‘visitato’ il pianeta terra”.

Molte le questioni in gioco, trattate con leggerezza: società, costume, quotidiano, scelte di vita, tendenze. Quel che viene fuori è un campionario di umanità, ben al di qua della classica fiera degli orrori, ma ben al di là della normalità etica. Un libro che, in definitiva, non si può definire pessimista, poiché l’autore si pone sempre in modo ironico, con licenza di avvelenato sarcasmo.

Non a caso, questa è la cifra retorica di Marco Iacona, classe 1964, siciliano di nascita e piemontese d’adozione, innamorato delle ‘italiche virtù’, ma critico, come pochi, dei pubblici difetti degli abitanti dello Stivale. Dall’Etna alle Langhe e dal cinema alla tv. Luoghi e mezzi che da sempre, in fondo, ci dicono ciò che siamo e dove andiamo, vengono presi di petto dallo scrittore, che sembra non temere replica da parte degli interessati. È il caso dei cosiddetti ‘facitori’ di cultura, assurti oramai al rango di apostoli del buon gusto e opinion leader al di sopra del bene e del male.

Non è solo di un nuovo modo di fare cultura che avremmo bisogno ma, sembra dirci l’autore, di una nuova cultura tout court. Di un élite capace di educare un ‘nuovo’ pubblico non solo di consumatori, ma anche di partecipanti alla realizzazione di una coscienza collettiva. Di un cambiamento di ‘stato’, frutto di una presa di coscienza reale ed effettiva. “Per far ciò, si renderebbe necessario scagliare sassi, cioè macigni, trasformando al contempo se stessi in avventurosi sacrileghi, parsifaliani dei cosiddetti tempi moderni”, conclude Paolo Paglia.

comunicato stampa

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