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Attualità | 22 aprile 2021, 10:37

Casa della salute, Alba fa il punto: "Operazione da alcune decine di milioni. Presto per parlare di tempi"

Dove oggi c'è la manica moderna del San Lazzaro sorgerà un nuovo edificio in un’unica stecca da 4.600 mq. Da definire il destino della parte monumentale. Alla Regione andranno quote della nuova proprietà, mentre l’Asl pagherà l’affitto come all’ex convitto

L'ex ospedale San Lazzaro di Alba

L'ex ospedale San Lazzaro di Alba

C’è l’impianto generale, ma è ancora presto per dilungarsi nei dettagli del progetto destinato a trasformare l’ex ospedale "San Lazzaro" nella futura casa della salute cittadina. E’ quanto emerso dal confronto sul tema avvenuto martedì 20 aprile, durante l’ultima seduta della IV Commissione permanente del Consiglio Comunale albese, presieduta dall’avvocato Gionni Marengo.

Approfittando della presenza del direttore generale dell’Asl Cn2 Massimo Veglio, intervenuto per aggiornare l’assemblea albese sullo stato dell’arte dell’emergenza sanitaria (leggi qui), si è dato corso alla richiesta avanzata ormai diverse settimane fa del consigliere di "Uniti per Alba" Alberto Gatto, richiesta finora inevasa, di sapere qualcosa di più sull’iniziativa che – insieme alla Regione proprietaria dell’immobile, all’Asl e al Comune –, grazie al lavoro di quest’ultimo sarebbe arrivata a coinvolgere la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e la Ream Sgr, braccio operativo finanziario delle fondazioni bancarie piemontesi, che sarebbe disponibile a finanziare l’intervento.

"E’ un tema importante per due motivi – ha spiegato il sindaco Carlo Bo –. Primo perché è fondamentale poter continuare ad avere sul nostro territorio i servizi che saranno offerti dalla casa della salute. Poi perché, nel momento in cui terminerà questa pandemia, l’ex "San Lazzaro" fatalmente diverrà inutilizzato: una cattedrale nel deserto ad appena 100 metri da via Maestra, sarebbe un disastro sociale. L’area monumentale, peraltro vincolata dalla Soprintendenza, rimarrà in piedi. Il resto sarà demolito per fare spazio a una nuova costruzione, un’unica stecca da 4.600 metri quadrati su via Pierino Belli".

"Siamo in una fase ancora embrionale – ha proseguito il primo cittadino –. Come tutti noi sappiamo l’ospedale doveva essere alienato per girarne il ricavato alla Regione, che aveva anticipato quei fondi per la costruzione di Verduno (25 milioni di euro comprensivi del Santo Spirito di Bra e degli ambulatorio di via Goito, sempre a Bra, ndr). L’attuale disegno prevede che la Regione rinunci al suo credito e che il valore dell’immobile venga conferito in una scatola giuridica nella quale ci saranno altri attori, come la Fondazione Crc. Il nodo era evitare che la Regione dovesse mettere a bilancio una minusvalenza, e questo si è superato, ovviamente le spetteranno quote di questo nuovo soggetto. L’operazione sarà realizzata da Ream Sgr, braccio operativo delle fondazioni bancarie piemontesi".

Precisato che il centrosinistra cittadino "condivide pienamente la proposta di collocare al 'San Lazzaro' la casa della salute" ("Quella era "la nostra proposta quando la prospettiva era di ricercare altrove un sito idoneo, ma allora ci era arrivato un no secco"), l’esponente Pd Alberto Gatto e il collega di opposizione Fabio Tripaldi hanno quindi incalzato il primo cittadino per avere maggiori indicazioni sui termini dell’intervento, sul suo valore economico, sulle tempistiche previste per la sua realizzazione ("Abbiamo letto del 2024…)". "Noi siamo pienamente disponibili a collaborare – ha spiegato –, ma ci sono tanti dubbi che debbono essere chiariti".
 
"Stiamo parlando di un’operazione da alcune decine di milioni di euro – ha risposto il sindaco –, ma non si sono ancora definiti i dettagli, a partire dalla natura del soggetto giuridico che dovrà promuovere l’iniziativa per poi, evidentemente, intestarsi la proprietà dell’immobile. Nemmeno voglio parlare di tempistiche – ha aggiunto – per non creare facili illusioni nei commercianti della zona. Li ho incontrati ancora tre settimane fa, ma è difficile poter dare loro una tempistica precisa. Ho potuto dire loro che ci sono i fondi e i presupposti per procedere, e questo è già un grande risultato".

"La parte più complessa è quella relativa al denaro – ha ancora aggiunto il sindaco –. L’opzione dell’ex mattatoio (in corso Coppino, ndr) si era valutata perché sarebbe stato più facile accedere a un finanziamento. Per quanto riguarda l’intervento della Fondazione Crc, è chiaro che i soldi che saranno messi in questa struttura serviranno per patrimonializzare la società che dovrà realizzarla, dopodiché l’immobile sarà messo a disposizione dell’Asl Cn2, che la affitterà sul modello di quanto avviene per gli spazi dell’ex Convitto".

"Un’idea che abbiamo sviluppato insieme, ognuno dal proprio punto di vista. L’elemento cardine era la rimozione dell’obbligo di vendere immobile. Fatto quello, quando detto dal sindaco è sicuramente favorente", ha commentato da parte sua il direttore dell’Asl Veglio, che ha messo poi l’accento sull’esigenza che la parte progettuale venga curata al meglio, "perché la futura casa della salute, anche dal punto di vista architettonico, dovrà essere una struttura la più adatta a prendere in carico i soggetti che vi devono accedere".

Ezio Massucco

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