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Curiosità | 30 aprile 2021, 20:04

"E' stato un camminare insieme": Dronero saluta il dottor Gerbino, che si racconta e ringrazia i suoi pazienti

Laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Torino, il dottor Giovanni Gerbino aveva incominciato ad esercitare nel febbraio del 1984 come medico di base a Stroppo, coprendo anche gli altri paesi della Valle Maira. Il trasferimento poi a Dronero nel 1986, dove ha esercitato fino ad oggi

"E' stato un camminare insieme": Dronero saluta il dottor Gerbino, che si racconta e ringrazia i suoi pazienti

"Fin da piccolo, sentendo raccontare di mio nonno e del suo impegno verso gli altri, ho pensato che anch'io volevo come lui prendermi cura delle persone". Il dottor Giovanni Gerbino. Una passione ereditata e successivamente condivisa anche con la moglie, la dottoressa Giulia Pomero alla quale è dedicato in ricordo un ambulatorio del reparto TIN (Terapia Intensiva Neonatale) dell'ospedale di Cuneo.

Laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Torino, il dottor Giovanni Gerbino aveva incominciato ad esercitare nel febbraio del 1984 come medico di base a Stroppo, coprendo anche gli altri paesi della Valle Maira. Nel settembre del 1986, il trasferimento a Dronero presso lo studio in piazza San Sebastiano, spostandosi nel 2003, su iniziativa del dottor Reineri ed insieme ad altri colleghi, nell'ambulatorio di medicina di gruppo in via Saluzzo dove ha esercitato fino ad oggi.

Personalità molto riservata, a tratti anche schiva, che ha naturalmente inciso sul personale modo di intendere ed esercitare la propria professione. Il dottor Gerbino racconta di quel provare quotidianamente a mettere in pratica innanzitutto ciò che è sempre stato un valore personale: non oltrepassare i confini.

"Ho scelto di essere un medico che informa, suggerisce ai propri pazienti, ma non impone. Con i miei limiti e le mie imperfezioni ho cercato di farmi carico della fragilità, soprattutto di non trascurarla. Esterno poco, lo so, ed anche i miei pazienti l'hanno capito. Negli anni con molti di loro è stato spontaneo darsi del tu, come un tendersi la mano a vicenda e camminare insieme. La fiducia delle persone è preziosa. In questi giorni ho ricevuto molte telefonate e messaggi di riconoscimento, parole che mi hanno veramente emozionato. Ci tengo a ringraziare tanto tutti i miei pazienti".

beatrice condorelli

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