Attualità - 08 maggio 2021, 17:37

“Non vedo nel migliore dei modi la situazione viaria futura della Val Roya”

Statale 20 che rivedrà la luce nel 2023 e ferrovia azzoppata: la preoccupazione del sindaco di Olivetta San Michele Adriano Biancheri

“Non vedo nel migliore dei modi la situazione viaria futura della Val Roya”

“Non vedo nel migliore dei modi la situazione viaria futura della Val Roya”. Sono le parole preoccupate del sindaco di Olivetta San Michele, ultimo avamposto italiano prima del confine con la Francia, sulla importante via di comunicazione tra la provincia di Imperia e quella di Cuneo, che vede un lungo transito sulle strade transalpine.

“Sono un po’ pessimista – prosegue Adriano Biancheri – anche perché io avrei preferito il tunnel più basso ma, se verrà confermata l’apertura della strada entro due anni e mezzo, sarà comunque un fattore positivo per tutta la valle”. E la preoccupazione del sindaco di Olivetta si sposta anche sulla ferrovia: “Non capiamo, visto che a sei mesi di distanza non è stato fatto nulla, lasciando inalterati i vecchi accordi, per conoscere le competenze dei vari tratti e le ripartizioni delle spese da affrontare. Secondo me per la ferrovia se ne riparlerà a fine dicembre”. E anche la data di fine anno è subordinata alle decisioni dei francesi e, comunque, la velocità del treno non potrà mai essere superiore ai 40 all’ora in determinate zone della linea ferrata.

La situazione stradale rimane sempre problematica tra l’Italia e la Francia e anche i bus sostitutivi della Riviera Trasporti (per conto di Trenitalia) stanno vivendo non pochi problemi del passaggio. Sono infatti in corso alcuni lavori sul ponte poco prima di Breil e, infatti, dalle 9 alle 16 il transito è interrotto. Dalla Val Roya viene confermato che la linea non viene molto utilizzata e diversi pullman stanno viaggiando vuoti.

L’argomento più ‘battuto’ dai comuni imperiesi e cuneesi per il ripristino della linea ferroviaria è proprio il ripristino del tratto compreso tra Breil sur Roya e Olivetta San Michele. Servono 2,5 milioni di euro di lavori, da fare in territorio francese ma che spetterebbero all’Italia secondo la convenzione. E la diatriba verte proprio su questo, visto che dalla Francia gli interventi vengono bloccati per consentire i lavori sulla strada attigua. E tutto, ovviamente, slitta di conseguenza. Per ora si può viaggiare tra Ventimiglia e Cuneo (e viceversa) con il treno e con il pullman. Anche se, con la chiusura della strada che si protrarrà almeno per due anni e mezzo, la riapertura totale della ferrovia sarebbe una manna dal cielo per la Liguria e per il Piemonte.

Carlo Alessi

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