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Eventi | 09 maggio 2021, 15:16

"Grazie che ci siamo incontrati": Neive ricorda Romano Levi

Esposte ancora fino al 20 giugno prossimo, le singolari etichette disegnate dall’artista, poeta e grappaiolo, attraverso una mostra di grande valore storico e suggestione, come racconta la sindaca di Neive, Annalisa Ghella, nella nostra intervista

Foto: Barbara Guazzone

Foto: Barbara Guazzone

Romano Levi è stato definito un poeta della grappa o, come disse Luigi Veronelli, il Grappaiol’Angelico. La sua misteriosa “Donna selvatica che scavalica le colline”, rappresentata in innumerevoli disegni, è l’espressione grafica di sentimenti, di incontri e di avvenimenti che hanno segnato una buona parte della storia delle Langhe.

La mostra aperta a Neive lo scorso 1° maggio, in occasione del tredicesimo anniversario della scomparsa di Levi, inizia dal museo “Casa della Donna Selvatica”, per poi snodarsi all’interno della Torre dell’Orologio e raccoglie innumerevoli disegni originali e testimonianze di personaggi di diversa estrazione e cultura: grandi vignaioli delle Langhe, giornalisti, scrittori, ma anche imprenditori e artisti, che raccontano Levi e la sua figura di uomo, unitamente a quelle di artista, poeta e grappaiolo.

Una complessa personalità, quella di Romano Levi, che può essere raccolta attorno a una sua famosa frase: “Grazie che ci siamo incontrati”, che esprime il suo modo autentico di sentire i rapporti umani come un valore insostituibile, dove l’incontro è vissuto come un regalo, un’esperienza di cui esserti grato per l’arricchimento che l’averti incontrato mi procura.

Andrea Olimpi

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