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Attualità | 12 maggio 2021, 08:09

Asl CN1, Guerra: “Spero non ci sia una quarta ondata e di poter riaprire i reparti non covid”

Quasi 160 mila le dosi inoculiate. Giro di vite atteso per l’inizio di giugno con le somministrazioni in azienda e la consegna di uno stock importante di vaccini, ma resta il problema del personale sanitario per le iniezioni

Asl CN1, Guerra: “Spero non ci sia una quarta ondata e di poter riaprire i reparti non covid”

Da qualche settimana si sta assistendo a un lento ma costante calo dei ricoveri nei reparti Covid degli ospedali dell’Asl Cn1. Un’attività che rispecchia il calo dell’indice di contagio. Con un numero di vaccini somministrato sempre più alto, l’azienda sanitaria guarda all’estate come al traguardo da raggiungere per mettere in sicurezza dal virus buona parte della popolazione. Giro di vite atteso per l’inizio di giugno con le vaccinazioni in azienda e la consegna di uno stock importante di vaccini. 

“La variante inglese, che nell’80% determina i nuovi casi di covid, determina anche un’età media più bassa” - spiega il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Giuseppe Guerra, che guarda con maggiore positività ai prossimi mesi. 

“L’Asl si è difesa bene con tante risorse sul territorio dove abbiamo dato una notevole assistenza ai pazienti a domicilio, riducendo così il numero dei ricoveri”.  

“Teniamo sempre fermi Saluzzo e Ceva come ospedali covid anche per svuotare dal covid le strutture sedi di Dea di primo livello, ovvero Mondovì e Savigliano, pur mantenendovi la presenza di letti Covid, perché abbiamo bisogno delle competenze multispecialistiche”.  

Si procede appunto a ritmo serrato anche sul fronte vaccini: “Ormai siamo prossimi alle 160 mila dosi inoculate e alle 50 mila seconde somministrazioni”. 

“I dati sono confortanti - aggiunge - spero non ci sia una quarta ondata. Siamo in attesa di un grande stock di vaccini per il 2/3 giugno, con l’impegno dei medici di famiglia vaccineremo più che si può”. A questo si aggiunge l’attesa collaborazione con le imprese: “Ai primi di giungo si partirà con Confindustria e Confartigianato per eseguire le vaccinazioni di massa anche sui dipendenti e i parenti”.

“Se dovessero quindi arrivare le dosi vaccinali, speriamo di arrivare per l’estate ad aver fatto una grossa parte del lavoro che c’è da fare” conferma il commissario straordinario. 

La problematica più grave resta comunque quella del personale sanitario: “Cerchiamo di aiutarci con tutti i medici e infermieri in pensione o i medici di famiglia, ma se dobbiamo aprire i servizi e continuare a vaccinare (abbiamo 28 linee vaccinali aperte ogni giorno), vuol dire avere circa 50 medici impegnati al giorno, infermieri un terzo in più”. 

Più vaccini e meno contagi permettendo, si guarda quindi a una ripresa graduale del servizio sanitario e a riaprire alcune sedute operatorie e reparti normali all’interno degli ospedali: “Fermo restando che - conclude Guerra - in questo momento come da volontà ministeriale la priorità è la vaccinazione”. 

chiara gallo

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