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Sanità | 12 maggio 2021, 16:55

A maggio ore aggiuntive dei vaccinatori rischiano di non essere pagate, Cn1: "Impegno a trovare una soluzione con la Regione"

Un incontro urgente si è tenuto ieri tra le Rsu dell'azienda e i vertici. Bertaina (Cisl): "La Regione sta lavorando al piano vaccinale con garanzia, almeno per quest’anno, della copertura di tutte le prestazioni aggiuntive. Non si creino allarmismi"

A maggio ore aggiuntive dei vaccinatori rischiano di non essere pagate, Cn1: "Impegno a trovare una soluzione con la Regione"

“Convocata una riunione Rsu urgente per comunicare l’impossibilità da parte dell’Asl di pagare in prestazione aggiuntiva le ore lavorate per le vaccinazioni e altro a partire dal mese di marzo.”      

Lo hanno scritto le Rsu dell’AslCn1 parlando dell’incontro convocato con urgenza e avvenuto nella giornata di ieri, martedì 11 maggio, dove erano presenti online le sigle della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uili, Nursing Up e Nursind a confronto con i vertici dell’AslCn1.

Il tema al centro della riunione web è stato quello della possibilità che non vengano pagate le prestazioni aggiuntive per il mese di marzo.

C’è il rischio che sulla busta paga del 27 di maggio, con probabilità, i dipendenti dell’Aslcn1 non si vedranno recapitare le prestazioni aggiuntive (come invece è successo a marzo per le ore di gennaio e ad aprile per le ore di febbraio) negli ultimi mesi concentrate sul fronte della campagna vaccinale, ma non solo.

“C’è stata una prima istanza economica con una prima delibera – spiega la questione il segretario regionale di Cisl Sanità Alessandro Bertaina - a cui si è aggiunta una seconda delibera del 30 aprile, che però deve vedere completare il suo iter. Per farla semplice in questo momento l’AslCn1 non ha tutti i soldi per coprire le molte prestazioni aggiuntive in questa fase di vaccinazione. Prima che arrivino i soldi della Regione e che si trovi una soluzione definitiva, c’è il rischio che le ore di marzo slittino alla busta paga successiva.”

“La Regione ha già fatto intendere che i soldi ci sono – continua Bertaina – E’ una questione di tempi. Quelle ore verranno pagate. E’ fondamentale tranquillizzare i lavoratori, ora impegnati in questa fase delicata. I soldi arriveranno nella busta paga di giugno e così via. L’allarmismo non aiuta. La Regione sta lavorando al piano vaccinale con garanzia, almeno per quest’anno, della copertura di tutte le prestazioni aggiuntive. E’ necessario inoltre trovare soluzioni, in tal senso, anche per i lavoratori ancora impegnati nei reparti Covid.”

Con l’ultima delibera, emessa il 30 aprile, si è stabilito per il 2021 un budget massimo regionale destinato a prestazioni aggiuntive del personale del comparto di 4 milioni. Circa 250mila (233.449,88 per la precisione) destinati ai lavoratori Cn1.

"Il preventivo stimato è di 180mila euro mensili di spesa da marzo a dicembre per le prestazioni aggiuntive dei dipendenti - conclude Bertaina - La Cn1 ha un un fondo del tetto di spesa del personale ancora molto capiente, rispetto anche ad altre aziende. Ad oggi non si possono utilizzare. Una delle ipotesi è che la Regione lo sblocchi e ci permetta di utilizzarlo su queste prestazioni."

“Il problema – hanno scritto le Rsu al termine dell’incontro – non è solo dell'AslCn1, ma di tutte le Asl regionali. Abbiamo anche chiesto una riorganizzazione della campagna vaccinale prevedendo dei pool dedicati, con conseguente assunzione di personale, al fine di evitare il rischio di ulteriori chiusure di servizi.”

“L’impegno assunto dall’azienda di fronte ai sindacati - dichiara AslCn1 - è di trovare una soluzione al più presto con l’interlocutore diretto che è la Regione."

Un prossimo incontro sulla questione è fissato per martedì 18 maggio.  

Daniele Caponnetto

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