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Economia | 18 maggio 2021, 08:00

Con Medianos la mediazione diventa un gioco in scatola

Due professionisti lecchesi, il commercialista Massimiliano Ferrari e l'avvocato Zaira Pagliara, hanno ideato “Medianos”, un gioco che consente di imparare proprio l'arte della mediazione. Li abbiamo incontrati per saperne di più.

Con Medianos la mediazione diventa un gioco in scatola

La nostra vita è fatta di relazioni con altre persone, però qualche volta è inevitabile che i nostri interressi siano in conflitto con quelli degli altri e per altri, intendiamo parenti, familiari, amici, colleghi, clienti, concorrenti, compagni di scuola, vicini di casa e, in generale, compagni di una parte del viaggio durante la nostra esistenza.

Allora entra in ballo la mediazione, un qualcosa che ci consente, in maniera del tutto naturale, spesso persino inconsciamente, di mediare fra i nostri interessi e quelli degli altri e conciliare le nostre ragioni con le ragioni altrui.

Però a volte un conflitto non si riesce a gestire in maniera positiva e soprattutto non si riesce a riattivare un confronto o un dialogo con l’altro.

Pertanto ci si dovrà affidare ad un terzo il quale, con tecniche specifiche apprese durante un apposito percorso professionale, potrà riuscire a mettere d'accordo le parti in conflitto, facendo comprendere le ragioni della disputa e superare la situazione conflittuale, attraverso il riconoscimento reciproco dei diversi punti di vista, facendole convergere verso un'unica soluzione condivisa.

Non a caso questa capacità viene definita “arte della mediazione”: un metodo per districare con maestria controversie, opinioni, desideri, idee e obiettivi diversi.

Due professionisti lecchesi, il commercialista Massimiliano Ferrari e l'avvocato Zaira Pagliara, hanno ideato “Medianos”, un gioco che consente di imparare proprio l'arte della mediazione.

Li abbiamo incontrati per saperne di più.

Dottor Ferrari, com'è nata l'idea di creare questo gioco?

L’idea di creare un gioco in scatola che potesse trasmettere a tutti, anche ai non addetti ai lavori, la rilevanza della Mediazione nella risoluzione delle controversie private, aziendali e professionali nasce dalla consapevolezza, acquisita con lo studio e l’esperienza, circa l’efficacia, l’efficienza e la forza esplicativa di sistemi di comunicazione non convenzionale.

Comunicare attraverso il gioco consente di abbattere le “barriere” generalmente innalzate dal destinatario in fase di ascolto, rendendo immediato ed emozionante il processo di apprendimento di nuove conoscenze.

La volontà di diffondere su ampia scala ogni aspetto e dettaglio tecnico di una professione ancora troppo poco conosciuta, qual è la Mediazione, unita ad una radicata passione per i “Giochi di Ruolo” e ad una pluriennale esperienza da formatore sono stati tutti elementi determinanti per l’ideazione di “Medianos: The Board Game”, la cui realizzazione è stata poi resa possibile grazie al contributo fornito da Tambù, una start-up innovativa specializzata in “Gamification”, incontrata fortuitamente durante un corso di formazione per dirigenti, oltre al contributo dell’Organismo di Mediazione AccademiaDR di Bergamo ed al Bollino Etico-Sociale”.

Con questo gioco, come si può imparare a gestire e mediare i conflitti in ambito familiare, lavorativo o sociale?

Come già ribadito in altre interviste, il gioco simula situazioni conflittuali tratte da esperienze concrete vissute durante l’esercizio della professione ed inserisce i partecipanti in un contesto realistico, le cui peculiarità sono facilmente trasferibili sulla vita quotidiana di ciascun individuo.

Con Medianos, ogni giocatore è chiamato a risolvere una lite “in maniera etica e dialogante”, prediligendo la comunicazione, lo scambio informativo ed il riconoscimento delle emozioni della controparte, ai toni aggressivi ed individualistici che generalmente tendono a prevalere nella tradizionale gestione delle controversie.

Ciò ha evidenti benefici sulla vita personale dei singoli partecipanti, poiché giocando ci si educa al dialogo costruttivo e alla “ricerca di soluzioni creative e sostenibili”, al fine di giungere ad un accordo “win-win”, ovvero che porta tutti i partecipanti a sentirci “vincenti” rispetto alla disputa”. 

Quali sono i principali vantaggi della mediazione?

I principali vantaggi della mediazione sono di sicuro la possibilità delle parti di essere coinvolti nella soluzione dei conflitti, avere a disposizione un soggetto terzo ed imparziale che, se preparato, può far la differenza. Medianos è facilitare e supportare le parti, avere una risposta rapida e una soluzione condivisa ad un problema, attraverso un percorso di gioco, che parte da una analisi e da una visione del conflitto dal quale non ci si sottrae, anzi: si impara a gestirlo e a contenerlo, trasformandolo da minaccia ad opportunità di crescita”.

Avvocato Pagliara in che modo ha contribuito alla realizzazione del gioco?

Diciamo che è stato un lavoro a due cuori e quattro mani. Da tempo condivido con Massimiliano la passione per la mediazione e, in questi anni, abbiamo “combattuto” insieme - o meglio “mediato”, ma l’ossimoro mi è parso efficace - anche con le resistenze ed i pregiudizi di amici e colleghi, circa l’utilità e la bontà di questo metodo. L’unico modo per scardinare lo scetticismo é la conoscenza: chi “prova” la mediazione, che sia l’individuo con il suo problema, oppure il professionista depositario del mandato del cliente con il compito di condurlo attraverso un mondo di soluzioni possibili, non può che innamorarsene, perché solo concedendosi la possibilità di giocare la partita del conflitto su un nuovo campo da gioco, che non sia quello processuale, ci si rende conto di quanto la mediazione possa dare in termini di celerità, economicità e, soprattutto, di bontà delle soluzioni di un conflitto.

Ed allora, durante un corso di formazione tenuto da me e da Massimiliano nelle scuole, di fronte alle risposte sorprendenti dei Ragazzi da noi guidati a risolvere i conflitti tra pari, attraverso l’approccio non conflittuale e pervasi dal loro entusiasmo ci siamo chiesti: qual è il metodo più facile e veloce di apprendimento? E’ la risposta è sgorgata all’unisono: il GIOCO!

Da qui nasce l’idea di MEDIANOS, volto a far conoscere a più persone possibili l’arte della mediazione. Così, step by step, partita dopo partita, abbiamo costruito il Regolamento, inserendo via via Fasi, Carte Tool, Clessidra, Carte Emozione …superando, con la condivisione di dati oggettivi, ascolto attivo, empatia e comunicazione non violenta, le difficoltà che via via ci si presentavano, così come del resto avviene durante una vera e propria mediazione.

E’ stato un vero e proprio lavoro di squadra, pertanto è difficile individuare, in questa fusione di passione ed esperienza, un mio personale contributo.

Se proprio devo prendermi il merito di un passaggio del gioco, credo che la mia intuizione sulla necessità di introdurre le Carte Emozione sia stata vincente: l’esperienza, anche di Mediatore Familiare, mi ha infatti portato a saggiare quanto sia importante in una coppia in crisi, al fine di continuare a vedere l’altro come un genitore capace e non solo come il colpevole della separazione, così da continuare insieme a rinvenire alleanze per il sereno sviluppo psico – fisico dei minori, riconoscere le reciproche emozioni.

Solo attraverso la comprensione delle emozioni dell’altro, oltre che la condivisione delle proprie, in un “corto circuito” di reciprocità, è possibile sgomberare la mente da pregiudizi e soluzioni dogmatiche e preconfezionate (dalla società, dai nostri radicati valori, dalle nostre rigide e sovente fallaci convinzioni).

Ma per parlare del caleidoscopio infinito del nostro sentire, dobbiamo conoscerne la lingua: la Carte Sentimento, dunque, hanno proprio lo scopo di allenare il nostro vocabolario delle emozioni che, come ci insegna Plutchik con il suo noto “fiore delle emozioni”, hanno sfaccettature infinite ed è necessario dare loro un nome (l’Amore, per esempio, ha tante sfumature: fiducia, accettazione, affinità, benevolenza, aspettativa …. Dire “ho bisogno che tu ti fida di me” è molto più efficace, in un contesto separativo di “ho bisogno che tu continui ad amarmi”, che subito ingenererebbe barriere!)”.

Si possono imparare anche tecniche di mediazione in ambito forense?

Assolutamente si: l’arte della mediazione è intrisa dei noti insegnamenti della Scuola di Negoziazione di Harvard. Alcuni dei principi fondamentali della media-negoziazione sono alla base del gioco: separare le persone dal problema, portare l’attenzione sugli interessi invece che sulle posizioni, tentare di creare nuove opzioni al fine di aumentare i vantaggi per tutti i giocatori, rinvenire dei criteri oggettivi di valutazione …. pensare al c.d. “Piano B”. Giocando si apprende che tali modalità possono essere utilizzate nei piccoli e grandi conflitti che attraversano l’esistenza di ogni individuo”.

A chi è rivolto questo gioco?

Posto che il conflitto è, per definizione socio-antropologica, invitabile, direi che è proprio rivolto a tutti! (+ 14 Eta’)

Ed allora buon divertimento: divertitevi, diventando parte della soluzione e non più del problema, imparando a valorizzare e comunicare emozioni, bisogni sommersi, a mettervi nei panni dell’altro, allenatevi a cambiare punto di vista e ad abbandonare le posizioni iniziali, trovando tra i punti in comune soluzioni creative e sostenibili.

Questa è la mediazione, dove non ci sono vincitori e vinti, ma tutti ne escono vincenti, trovando una dignitosa via d’uscita senza, come si dice in gergo, “perderci la faccia”!

ML

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