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Attualità | 18 maggio 2021, 19:58

Battiato pittore del Palio: il Bel San Domenico gremito per la sua mostra ad Alba

Autore del drappo di quell’anno, poi vinto dal Borgo di Santa Rosalia, l’artista siciliano espose in città venticinque sue opere presentate nel corso di un’affollatissima conferenza

Franco Battiato all'inaugurazione della sua mostra nella chiesa di San Domenico ad Alba (foto Gisella Divino)

Franco Battiato all'inaugurazione della sua mostra nella chiesa di San Domenico ad Alba (foto Gisella Divino)

Parlano anche albese i ricordi che, a poche ore dalla sua dipartita, gli italiani stanno tributando al genio di Franco Battiato. Un’artista a tutto tondo, se il pensiero va alla visita che il maestro catanese fece nella capitale delle Langhe poco più di dieci anni fa.

Tra quanti oggi hanno ricordato quell’episodio c’è il consigliere regionale Maurizio Marello, allora alla sua seconda Fiera del Tartufo da primo cittadino. "Conobbi Franco Battiato nell’ottobre 2010 – scrive oggi Marello –. Venne ad Alba, dove nel Bel San Domenico fu allestita una mostra con venticinque sue opere (…). Ebbi occasione di pranzare con lui e apprezzarne la semplicità, la simpatia e la profondità del pensiero. Parlammo di politica e ricordo che la sua delusione sul punto era particolarmente accentuata".

Per l’occasione, l’autore di tanti indimenticabili brani contenuti in una discografia aperta con le sperimentazioni di "Fetus" e "Pollution" e passata per i successi de "L’era del cinghiale bianco" e "La voce del padrone" aveva dipinto anche il drappo del Palio degli Asini. Vessillo che pochi giorni dopo sarebbe stato alzato al cielo dal compianto Candido Alessandria, presidente del Borgo di Santa Rosalia, vincitore di quell’edizione col fantino Giorgio Lenta.

In un San Domenico gremito come poche volte si era visto prima l’artista siciliano aveva invece inaugurato la sua mostra "Prove d’autore". Su domanda di Elisa Gradi vi parlò anche del suo rapporto con la fama: “Ho avuto la grandissima fortuna di raggiungere il successo in tarda età, a 32 anni, dopo un percorso molto approfondito. Quando ai concerti 100mila persone urlavano, io mi giravo. Mi sembrava che ci fosse qualcun altro dietro di me. Non sono mai caduto nel tranello del successo. Tuttavia, il successo mi ha dato il più grande regalo della mia vita: mi ha costretto a vivere in solitudine”.

E. M.

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