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Attualità | 19 maggio 2021, 20:36

Un ponte di legno lamellare lungo 340 metri e alto 28: sarà questo il futuro del guado sul Gesso tra Cuneo e Boves?

In serata l'incontro della V^ commissione in cui sono state presentate le quattro ipotesi di progetto; Dalmasso: "Non è un intervento strategico, ma ci impegniamo a reperire i fondi per realizzare un progetto preliminare da presentare alla Regione"

Foto di repertorio

Foto di repertorio

È ufficiale: l’amministrazione comunale di Cuneo si muoverà – ovvero cercherà di reperire i fondi necessari alla realizzazione di un progetto preliminare - per realizzare un collegamento definitivo e stabile sul torrente Gesso nella zona della Mellana di Boves.    

La notizia è stata data dall’assessore Davide Dalmasso nella serata di oggi (mercoledì 19 maggio), durante la riunione della V^ commissione consiliare, in cui si sono rapidamente illustrate le varie  delle ipotesi progettuali per la costruzione di un ponte sul torrente.

L’obiettivo è ovviamente “risolvere” la questione della pedancola rimovibile, che attualmente pesa per 15.000 euro sulle casse dei Comuni di Cuneo (per due terzi) e Boves (per un terzo); un obiettivo che ha visto impegnato il Comitato Pedancola – i cui membri hanno assistito all’incontro della commissione in modalità online – già in periodo pre-pandemico, con il sostegno ad alcuni progetti realizzati dall’ingegner Carbonaro per una passerella a funi, una a travi lamellari e una a campate in ferro (genericamente del costo di 3 milioni di euro).

- LE IPOTESI DI PROGETTO

A presentare le quattro ipotesi di progetto – tutte ciclopedonabili, con una prospettiva di vita di 50 anni, un’altezza totale di 28 metri in tutto e atte a coprire un alveo di 340 metri - è stato l’ingegner Buffon.

La prima vedrebbe la realizzazione di un ponte tibetano con campate da 80 metri e sostenuto da tiranti in acciaio, una soluzione dai bassi costi ma dai forti rischi derivati dalle oscillazioni strutturali molto più ampie. La seconda – sempre con campate da 80 metri - vira verso la soluzione “Bailey”, con campate più corte e in generale costi parecchio più incisivi. La terza – mutuata da quella presentata dall’ingegner Monaco tempo addietro – parla invece di un ponte in acciaio e calcestruzzo con campate di 43 metri, versatilità e stabilità più accentuate ma costi elevati.

L’ipotesi che più sembra sostenere l’ingegnere, però, riguarda un ponte in legno lamellare più stabile dal punto di vista delle oscillazioni rispetto a quello tibetano e al contempo con costi bassi, prospettive di montaggio più rapide e di una manutenzione più leggera, che si potrebbe realizzare direttamente sul posto e senza bisogno di ditte specializzate. Questa soluzione sarebbe la più fattibile dal punto di vista del bilancio costi-benefici e si potrebbe portare realizzare in un tempo di poco superiore - probabilmente – ai sei mesi.

Quest'ultima ipotesi avrebbe un costo di 1.999.580 euro, mentre la prima di 1.174.250, la seconda di 2.418.955 e la terza di 2.979.240 euro.

- “NON E’ UN INTERVENTO STRATEGICO, MA SIAMO INTERESSATI A REALIZZARLO”

A prendere la parola in chiusura dei lavori è stato ancora Dalmasso, che in merito alla mancata inclusione dell’intervento sulla pendacola rimovibile nelle proposte piemontesi del Recovery Fund ha sottolineato: “Mi pare una polemica non proprio sensata, il Comune ha fatto richiesta alla Regione. Non ho contezza sul risultato concreto ma credo i fondi del Recovery verranno gestiti tramite bandi, quindi il progetto potrebbe essere candidabile in un secondo momento”.

Quelle presentate sono ipotesi, che andranno poi ancora studiate  - ha sottolineato l’assessore - ; da tempo abbiamo un’interlocuzione costante con il Comitato Pedancola, con cui abbiamo approfondito quel che riguarda la realizzazione della pedancola rimovibile e la possibilità di arrivare a una soluzione permanente. Da questo punto di vista il periodo pandemico non ha accelerato i lavori, ma siamo comunque a buon punto: non si tratta di un intervento strategico in quanto tale, ma confermo l’interesse dell’amministrazione in merito”.

Importante, ora, è sottoporre alla Regione un progetto preliminare che basandosi sui costi generali delle varie ipotesi comporterà una spesa compresa tra i 90 e i 100.000 euro – ha concluso Dalmasso - . L’iter sarà lungo ma è giusto cominciare a porre il primo passo”.

simone giraudi

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