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Economia | 19 maggio 2021, 11:45

Che cos’è il marketing olfattivo e perché funziona?

Che cos’è il marketing olfattivo e perché funziona?

Capita spesso che la vista di qualcosa o un suono particolare rievochino un ricordo più o meno nitido. Tuttavia, è bene tenere presente che la rievocazione non dipende soltanto dai sensi più usati (come, appunto, vista e udito): spesso, entra in gioco anche l’olfatto – uno dei sensi, in questo caso, più sottovalutati – e la memoria diventa una questione “di naso”.

È assai frequente, infatti, che sia proprio un odore a innescare la memoria, facendo riemergere un episodio che si è associato a quella particolare fragranza. La grande maggioranza di emozioni e ricordi può, in breve, essere risvegliata con un profumo: questa è la base della memoria olfattiva.

Marketing olfattivo: come funziona

Data questa preferenza del corpo umano a immagazzinare in memoria odori, piuttosto che immagini, è opportuno citare una strategia di marketing che si basa proprio sui profumi. Si parla, nello specifico, di store fisici che sfruttano determinate fragranze per creare associazioni e stimoli precisi e stimolare dunque l’acquisto o il consumo del prodotto proposto. Questa strategia prende il nome di marketing olfattivo.

La reazione olfattiva, infatti, essendo del tutto automatica e incontrollata, innesca una reazione prima ancora che il cervello la possa elaborare con il pensiero: per questo, fare di un profumo parte integrante del proprio marchio è una strategia vincente. A patto, ovviamente, che si usino i profumi giusti per innescare reazioni positive negli acquirenti.

Alcuni esempi di marketing olfattivo

Quella che qui si sta esponendo non è una teoria, ma una concreta strategia di marketing che ha dato e dà tuttora grandi vantaggi a ristoranti, alberghi e negozi di varia natura.

Nel caso dei ristoranti, ad esempio, è stata riscontrata una reazione positiva con l’utilizzo di fragranze a base di lavanda, che riduce i livelli di stress (niente cioccolato, invece). Gli alberghi spesso puntano su arredi olfattivi, usandoli quasi come se apponessero una firma in calce alle qualità delle proprie stanze. In questo modo, il cliente assocerà sempre al ricordo di un soggiorno piacevole un particolare profumo.

In tal senso, una buona idea potrebbe essere quella di usare fragranze al limone, che sembrano rilassare qualsiasi tensione comunicando una netta idea di pulito. Una sensazione simile, adottata però più che altro in ambito sartoriale, è innescata dal cotone. La menta piperita, al contrario, ha un effetto opposto: più che rilassare, comunica al cervello una reazione più energizzante. A metà strada, la cannella stimola invece la concentrazione di chi ne senta il profumo. Più profonda, infine, è l’azione della vaniglia, che richiama direttamente una componente del latte materno.

Marketing olfattivo: una strategia vincente

In questi casi, si è parlato di fragranze che possono essere “aggiunte” a un ambiente, magari mediante la disposizione di profumatori ambientali (semplici e discreti oggetti d’arredo fatti proprio per rilasciare gradualmente e costantemente un particolare profumo in uno spazio più o meno circoscritto).

È bene, tuttavia, considerare anche il caso in cui un particolare profumo sia già presente nell’ambiente: è il caso dell’odore di pane caldo nei settori panetteria dei market più grandi; questi settori sono distribuiti strategicamente, di solito, proprio perché le vendite di pane e dei prodotti vicini possano trarre beneficio dalla naturale diffusione di questa fragranza.

In breve, quella del marketing sensoriale in generale, e del marketing olfattivo in particolare, può diventare una scelta vincente anche per dare un tocco di stile al proprio brand o al proprio locale. Si tratta, inoltre, di uno stile del tutto personale, che va a definire in maniera specifica l’identità di un particolare marchio o prodotto. Ovviamente, se l’esperienza offerta al cliente è piacevole, ne scaturirà una maggiore fidelizzazione e, di conseguenza, ne risentiranno positivamente anche le vendite.

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