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Economia | 20 maggio 2021, 09:44

"Cinque settimane da fusione Ubi in Intesa, ma ancora non risolti i risvolti organizzativi"

Riceviamo e pubblichiamo la nota di FABI, FIRST CISL, FISAC CGIL, UILCA

"Cinque settimane da fusione Ubi in Intesa, ma ancora non risolti i risvolti organizzativi"

Sono trascorse oramai cinque settimane dalla fusione per incorporazione di UBI Banca Spa in Intesa San Paolo. Purtroppo non sono ancora risolti i complessi risvolti organizzativi che tale operazione ha comportato.

Le scriventi Segreterie Territoriali della FABI, FIRST CISL, FISAC CGIL, UILCA non possono che ribadire e rimarcare i gravi disagi a cui continuano a essere sottoposti tutte le Lavoratrici e i Lavoratori ISP, sia provenienti da ex UBI, sia quelli pre-esistenti in Intesa San Paolo. La poca e sommaria formazione fornita circa i nuovi processi e sistemi operativi, l’endemica scarsità di Personale, la mutata organizzazione del lavoro hanno determinato una evidente sofferenza, nonché notevoli difficoltà   circa la problematica migrazione informatica.

Nonostante il solito, costante, serio impegno, le Lavoratrici e i Lavoratori sono stati lasciati da soli, non attrezzati per servire la clientela che, come sempre, necessita dell’affidabile ed autorevole assistenza in presenza che era abituata a trovare in precedenza presso gli sportelli delle rispettive banche.

Questo ha comportato non solo gravi disservizi alla clientela - che ha fortemente protestato con talvolta pochi ma inquietanti casi anche ai limiti della tolleranza – ma anche gravissimi disagi alle Lavoratrici e ai Lavoratori che si sono trovati spesso non in grado di compiere, inn maniera adeguata e  nei tempi dovutiil proprio compito, esasperati pur nella loro pluriennale e riconosciuta professionalità.

Intesa San Paolo è il primo istituto bancario in Italia, tra i primi di Europa, e vanta collaboratori di primissima qualità.

È un vero peccato che una fusione così importante, destinata ad incidere fortemente ed a lungo nel panorama bancario europeo, sia stata, in una provincia così operosa come quella di Cuneo, nella quale il gruppo ISP vanta la quota di maggioranza del mercato, così sottovalutata dal punto di vista organizzativo.

Il cambiamento fa parte della realtà quotidiana, soprattutto quella del sistema bancario, e non intimorisce le Lavoratrici e i Lavoratori, che meritano però, rispetto e non possono essere mandati allo “sbaraglio”.

Chiediamo fortemente pertanto, nelle prerogative di tutti i portatori di interesse di ISP – la clientela, le Lavoratrici e i Lavoratori, gli azionisti – un considerevole e urgente investimento della banca in formazione, tecnologia e nuove assunzioni.

comunicato stampa

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