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Attualità | 21 maggio 2021, 14:13

Cuneo, videosorveglianza partecipata: definite la modalità di adesione per i cittadini

Domenico Giraudo: "Un'idea che nasce dalla condivisione dei principi di sicurezza urbana tra Comuni e soggetti privati, i quali possono partecipare sinergicamente all'installazione, alla gestione e alla manutenzione degli impianti"

Foto generica

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Sono state rese definite le modalità di adesione alla rete di videosorveglianza partecipata del Comune di Cuneo: come già deciso nelle scorse settimane - con l'approvazione del regolamento comunale - soggetti privati idonei e disponibili metteranno volontariamente a disposizione infrastrutture e telecamere, pur soltanto in aree pubbliche, da collegare al sistema comunale della Polizia locale del capoluogo.

Un progetto che, in città, ha già fatto sollevare delle serie critiche. Da parte dei Radicali, per esempio.

Le immagini verranno trasmesse direttamente alla centrale operativa del comando di Polizia locale, con trasmissione di tipo digitale e cifratura dei dati e dedicate esclusivamente al servizio. Potranno essere consultate soltanto dalle forze dell'ordine e dal personale autorizzato.

I richiedenti dovranno presentare prima di tutto una proposta d'installazione con l'indicazione dell'area da sorvegliare e, una volta ricevuto il benestare del Comune, dovrà approfondirla e dettagliarla. L'installazione sarà subordinata alla stipula di una convenzione tra richiedente e amministrazione comunale; il primo dovrà avere un collegamento internet adeguato, garantire l'alimentazione elettrica e provvedere a fornire e installare gli apparati, mentre la seconda fornirà i dispositivi per il collegamento al sistema di videosorveglianza.

«Un ulteriore, innovativo e importante passo verso una smart city condivisa. - dichiara l’Assessore alle Smart city e all’Innovazione nei servizi Domenico Giraudo - La sorveglianza partecipata nasce dalla condivisione dei principi di sicurezza urbana tra Comuni e soggetti privati, i quali possono partecipare sinergicamente all'installazione, alla gestione e alla manutenzione degli impianti di videosorveglianza, contribuendo così alla sicurezza del territorio. Tutto questo lasciando all’uso esclusivo delle forze dell'ordine le immagini, accessibili solo dopo una formale segnalazione di reato e gestite in piena sicurezza, come prevede la legge».

simone giraudi

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