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Economia | 21 maggio 2021, 21:37

"Dare più soldi ai cittadini in crisi non è tabù": parola di Draghi e di Ghisolfi

Il dibattito tra economia, finanza, politica

"Dare più soldi ai cittadini in crisi non è tabù": parola di Draghi e di Ghisolfi

Le parole del Premier, in risposta a distanza al leader PD Letta che aveva proposto una patrimoniale sulle eredità sopra i 5 milioni di euro, hanno ulteriormente legittimato l'importanza di erogare aiuti a famiglie e imprese messe in difficoltà dalla recessione pandemica. Fare debito pubblico per prevenire la spirale di fallimenti e licenziamenti di massa, come sottolineato altresì dal Banchiere e scrittore fossanese, è un'opzione ormai accettata e benvista dagli stessi mercati finanziari 

In tempo di crisi occorre dare più soldi ai cittadini, non toglierli. Parole concise che riassumono la risposta a distanza del Premier Mario Draghi al leader del PD Enrico Letta, che poche ore prima aveva lanciato la proposta di una forma di imposizione patrimoniale a valere sulle eredità sopra i 5 milioni. L'ex presidente della Banca centrale europea, dallo scorso febbraio al vertice di palazzo Chigi, ha confermato in tal modo la propria filosofia in base alla quale, dalla cabina di comando dell'Eurotower di Francoforte oggi guidata da Christine Lagarde, diede avvio al "whatever it takes", ossia al bazooka del quantitative easing, l'acquisto massivo di titoli obbligazionari statali e societari con cui ha reso sostenibili i debiti pubblici dei vari Paesi dell'Eurozona, Italia compresa, e più conveniente la concessione di prestiti bancari al dettaglio. 

Insomma, fare debito buono a lunga scadenza per salvare, tramite erogazioni capaci di accompagnare la fuoriuscita dalla recessione per l'intera sua durata, le imprese dalla chiusura definitiva, è il vero investimento sul futuro del lavoro, tanto che i decreti legge cosiddetti "Sostegni" approvati dal governo Draghi accrescono, pur con i dovuti controlli procedurali, la quota erogabile a fondo perduto. 

Come auspicato dallo stesso settore bancario e ribadito a più riprese fin dall'inizio dell'emergenza covid-19 nel 2020, vigente in allora il governo Conte che però preferì puntare sull'indebitamento privato (caso unico in Europa e Occidente), dal Banchiere Europeo e saggista finanziario per famiglie Beppe Ghisolfi, in ultimo alcune settimane fa nell'Arena di Massimo Giletti sulla 7. 

La riprova della bontà della linea intrapresa dall'attuale Premier, sta nel giudizio degli stessi mercati finanziari rispetto al pur accresciuto livello di deficit e di debito pubblico (da non confondersi essendo il secondo la somma dei primi, come si evince dalle lezioni edu-finanziarie di Ghisolfi), al quale corrisponde uno spread molto basso, sintomo del fatto che proprio le strategie di quantitative easing hanno consentito di aumentare l'affidabilità dell'azienda Italia e di ridurre il differenziale dei tassi tra il nostro Paese e la Germania sui BTP.

comunicato stampa

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