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Attualità | 22 maggio 2021, 11:15

Un reparto tutto nuovo per la riabilitazione dei pazienti di Verduno [FOTO E VIDEO]

Quattro palestre, attrezzature all’avanguardia e importanti propositi per la squadra di fisiatri e fisioterapisti ora guidati dal dottor Giancarlo Rando

Il dottor Rando con alcuni collaboratori del reparto, insieme ai vertici dell'Asl e della Fondazione ospedale

Il dottor Rando con alcuni collaboratori del reparto, insieme ai vertici dell'Asl e della Fondazione ospedale

Quattro palestre attrezzate con macchinari all’avanguardia, un sistema digitale che li interconnette e consente di dialogare anche coi dispositivi per la telemedicina, 1.500 metri quadrati di spazi per una struttura cui fanno capo un totale di 6 fisiatri e 48 fisioterapisti, impegnati nei servizi prestati a numerosi reparti ospedalieri, in attività di day hospital e in quelle effettuate sul territorio e al domicilio dei pazienti.      

Questi i principali numeri del nuovissimo reparto di Recupero e Rieducazione Funzionale (Rrf), spazio che, dopo il trasloco del luglio scorso e mentre sembrano finalmente superate le difficoltà vissute dall’ospedale nel corso dell’emergenza Covid, si appresta ora a entrare finalmente e pienamente in funzione.

Una partenza che l’azienda sanitaria di Alba e Bra ha voluto agevolare anche tramite la nomina di un nuovo primario. A guidare la Struttura Operativa Complessa (Soc), occupando una posizione vacante da tempo, sarà il dottor Giancarlo Rando, medico formatosi in casa dell’Asl Cn2, all’interno della quale opera sin dal 1999, e che l’azienda sanitaria ha voluto presentare nel corso di un incontro tenuto ieri (venerdì 20 maggio) nei locali accessibili alla destra dell’ingresso "Santa Vittoria".

A illustrare l’importanza di un servizio "fondamentale per il funzionamento dell’intero ospedale" è stato il direttore generale Massimo Veglio. "Nel nuovo plesso di Verduno anche la riabilitazione ha l’ambizione di diventare un servizio di punta", ha spiegato il massimo responsabile della sanità locale, rimarcando come la presenza di una moderna struttura di questo tipo sia fondamentale per la presa in carico di pazienti provenienti (e destinati) sia dall’area medica che da quella chirurgica, e che opera – gli ha fatto eco il nuovo primario – col primario obiettivo di "restituire una condizione di normalità a chi l’ha temporaneamente perduta per l’effetto di trauma, interventi o malattie".

Molteplici gli esempi che si potrebbero trarre da una casistica di interventi che va dalla cura delle malattie neuro-degenerative (sclerosi multipla, morbo di Parkinson, esiti di ictus celebrali) all’ortopedia (per la traumatologia o per la chirurgia complessa); dal campo oncologico (con particolare attenzione alle pazienti operate al seno – 150 all’anno, quelle trattate –, all’urologia e alla chirurgia del colon-retto) alla riabilitazione cardiologica post infarto e allo scompenso cardiaco; dal post Covid alla presa in carico dei pazienti affetti da linfedema, sino alla prevenzione e al trattamento dell’incontinenza urinaria maschile e femminile, qui in collaborazione con la strutture di Ginecologia e Urologia.   

Al dottor Rando il compito di guidare gli ospiti (insieme al dottor Veglio erano presenti all’incontro il direttore sanitario Mario Traina, quello del Dipartimento Area Medica Giusto Viglino e i referenti di diversi reparti collegati alla Riabilitazione) alla visita delle ipertecnologiche palestre dove, grazie all’importante investimento effettuato dall’Asl, si integrano innovativi macchinari targati Technogym e TecnoBody, come lo "specchio digitale" Dwall, il tapis roulant autoadattivo "Walker View", il sistema di allenamento della propriocezione "Pro Kin", mentre la Fondazione Nuovo Ospedale ha pensato ad acquistare lettini e sedie, e a dotare il reparto di un prezioso circuito per il sollevamento pazienti.

CENTRO DI RIFERIMENTO REGIONALE
PER LINFOLOGIA E INCONTINENZA
"Sia per la linfologia che per l’incontinenza urinaria siamo centro di riferimento regionale di primo e secondo livello, con un 'incoming' di pazienti che vengono anche da fuori Piemonte e importanti collaborazioni con realtà quali l’Istituto per i Tumori di Milano, il "San Martino" di Genova e il Policlinico Gemelli di Roma", ha spiegato il dottor Rando, spiegando poi come la struttura comincerà presto a trattare internamente all’ospedale anche i pazienti infartuati e affetti da scompenso cardiaco, che finora venivano dirottati verso altre strutture. Per queste come per altre patologie ulteriori sviluppi sono quelli attesi se andrà in porto la richiesta che l’Asl ha rivolto alla Regione per affiancare all'attuale reparto anche uno spazio per la degenza dei pazienti, integrazione che consentirebbe la definizione di specifici percorsi di cura e riabilitazione tutti interni all’ospedale.



LA PROPOSTA DELLA FONDAZIONE:
"IN ORARIO SERALE PALESTRE APERTE
PER I DIPENDENTI DELL’OSPEDALE"
La Fondazione Nuovo Ospedale, anch’essa presente all’incontro col suo presidente Bruno Ceretto e col direttore Luciano Scalise, ha rinnovato il proprio impegno al fianco della struttura sanitaria, offrendo disponibilità nel supportare la realizzazione del "giardino riabilitativo" poco prima citato da Rando tra i propri propositi per il futuro, ma anche sollecitando l’azienda sanitaria ad approfittare dell’importante dotazione di attrezzi e apparecchiature per metterle a disposizione del personale ospedaliero: "Abbiamo quattro bellissime e attrezzate palestre. Perché non tenerle aperte anche dopo l’orario di servizio del reparto, così che possano venire utilizzate da medici e infermieri del 'Michele e Pietro Ferrero’? Sarebbe un bel modo per utilizzare pienamente questa importante dotazione e un’attenzione sicuramente apprezzata dalle persone che ogni giorno si impegnano per fare grande questo ospedale".

Ezio Massucco

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