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Attualità | 24 maggio 2021, 19:13

Sull'appalto di videosorveglianza in corso Giolitti a Cuneo "si disinnesca la discussione evitando di guardare a fatti e contraddizioni"

Nella serata di oggi (lunedì 24 maggio) il consiglio comunale ha affrontato la discussione - infuocata - sulle interpellanze presentate da Sturlese e Lauria; l'unico pregio della IN.RE.TE. srl è davvero quello di avere come socio un imprenditore vicino all'assessore Giraudo?

Sull'appalto di videosorveglianza in corso Giolitti a Cuneo "si disinnesca la discussione evitando di guardare a fatti e contraddizioni"

Quest’amministrazione comunale è una casa di vetro che è interesse di tutti, mio, della maggioranza e del consiglio comunale, rimanga trasparente. O almeno, dovrebbe essere”.

Si conclude con queste parole uno degli interventi effettuati dal consigliere cuneese “Beppe” Lauria nella serata di oggi (lunedì 24 maggio) in consiglio comunale. Oggetto del contendere, l’appalto per l’installazione dell’impianto di videosorveglianza in corso Giolitti, oggetto di due interpellanze differenti – una, appunto, firmata da Lauria e una da Ugo Sturlese – dopo il passaggio nell’assemblea del mese scorso.

Il consiglio comunale - in presenza per la prima volta ormai da più di un anno - s’infiamma immediatamente data l’assenza di Domenico Giraudo e del sindaco Federico Borgna dal consesso; Lauria, Sturlese e l’intera minoranza chiedono di discutere i documenti in coda a tutte le interpellanze, eventualità però non verificatasi a causa della presenza dell’assessore delegato alla risposta Marco Vernetti.

I dubbi dei due consiglieri, ormai è chiaro, riguardano la ditta vincitrice dell’appalto, la IN.RE.TE. Srl di Tarantasca, il cui unico socio appare in una cooperativa assieme all’assessore Giraudo (tra l’altro competente nella materia); i consiglieri – che richiedono informazioni specifiche sulla società e su alcuni fatti accaduti nelle scorse settimane – si chiedono in sostanza come sia possibile che una società nata nel 2020 e incapace di produrre un bilancio sia riuscita a scalzarne altre con esperienza più ampia. Nelle parole dell’assessore Giraudo e del sindaco – intervenuti ad aprile sulla questione - parrebbe garantendo una copertura di dieci anni ma secondo i consiglieri grazie alla possibilità di avere come socio unico l’imprenditore vicino all’assessore.

Si tratta di una questione di una gravità assoluta, che se non lo fosse avrebbe aspetti esilaranti: la risposta del sindaco e quella degli uffici nello scorso consiglio comunale viene smentita dai fatti e dagli avvenimenti successivi” ha incalzato Sturlese.

È impossibile garantire la gestione per dieci anni, di solito i contratti durano per cinque, ma quel che più stupisce – e dovrebbe far venire dubbi a chiunque - è il fatto che la ditta abbia ottenuto solo pochi giorni fa i requisiti rilasciati dalla Camera di Commercio per l’adesione all’appalto, con un iter rapidissimo. Il responsabile tecnico per la posa dell’impianto, poi, è un pizzaiolo che ha come lavoro alternativo una ditta ben avviata certamente coinvolta nella materia”.

Per questo era giusto rispondesse chi ha parlato l’altra volta – conclude Sturlese - . Si cerca, invece, di disinnescare la discussione e si preferisce non prendere coscienza dei fatti per come sono accaduti e delle conseguenti contraddizioni chiarissime”.

A rispondere, come detto, l’assessore Vernetti, che riporta un comunicato di stampo prettamente tecnico rilasciato dagli uffici coinvolti; sottolineando come i dati richiesti dagli interpellanti rispetto allo stato di salute della IN.RE.TE. srl non fossero stati richiesti in sede di bando dal Comune - che quindi non li possiede - l’assessore sottolinea che le condizioni della gara erano assolutamente note a tutti i partecipanti, che non hanno mai sollevato obiezioni. Il responsabile del procedimento e dell’esecuzione del contratto acquisiranno i documenti necessari dalla ditta a conclusione degli stessi, e l’intervento si sostanzia nella sola posa dell’impianto, che è un’attività diversa da quella prevista in un incarico di videosorveglianza in senso stretto.

La risposta non ha, ovviamente, soddisfatto i proponenti. “Ringrazio l’assessore ma non ritengo il suo intervento importante come quello del sindaco, con tutto il rispetto per le competenze che può vantare e per la posizione in cui è stato messo questa sera – ha detto Lauria - . Credevo si potesse mettere un po’ di pudore sul piatto, e invece ci si tratta come polli: che la documentazione non sia già stata richiesta e ottenuta dal Comune la dice lunga su tutta la questione”.

Di fatto a un appalto senza requisiti minimi partecipano ditte con tutti i requisiti logici, ma a vincere è l’unica che non li ha – prosegue - . Ma non è finita qui, perché è assolutamente dimostrabile come il 23 novembre dell’anno scorso l’allora fidanzata dell’assessore ha intervistato l’imprenditore socio della IN.RE.TE. Srl in un servizio che risulta tutt’ora scomparso. Il 21 dicembre e alcuni giorni dopo, poi, questo sconosciuto imprenditore ha ricevuto due incarichi dal Comune di circa 2.000 euro e un altro il 31 dicembre per circa 3.000 euro. Quello stesso giorno, gli uffici hanno realizzato la determina per il bando in oggetto. Insomma, un minimo di dubbio è normale che possa venire a chiunque”.

simone giraudi

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