Sono ripresi in questi giorni i lavori per la realizzazione degli interventi di moderazione del traffico all’interno della Zona30 del quartiere San Paolo a Cuneo. Cambiamenti importanti che si portano dietro inevitabili polemiche, come quella dell'incrocio tra via Fenoglio e via Pavese dove sono comparsi paletti spartitraffico sistemati nel bel mezzo di uno stop.
Dubbi e accuse sui social su spazi di manovra, sicurezza e scorrevolezza del traffico.
Ma è ovvio che si tratta di lavori in corso, che devono essere giudicati soltanto alla fine.
Secondo l'amministrazione occorre uno sforzo comune di tutti i cittadini per riuscire a comprendere che garantire la sicurezza stradale è una priorità per rendere più vivibili le nostre città. Lo sottolinea l'assessore Dalmasso: “Ci confrontiamo quotidianamente anche con molte altre realtà italiane (da pochi giorni il Comune ha ricevuto nuovamente il riconoscimento dalla FIAB relativamente a Comuni Ciclabili con 4 bike smile su 5) che stanno lavorando nella stessa direzione intrapresa dal Comune di Cuneo e laddove ci hanno preceduto con questi interventi i risultati sono, al di là delle difficoltà iniziali e al netto di un periodo comprensibile e necessario di adattamento, sempre stati apprezzati dai cittadini in quanto la sicurezza nelle strade di quartiere è aumentata e al tempo stesso vi è più sicurezza per dare maggiore autonomia alle bambine e ai bambini nel loro percorso di crescita e di vita”.
La scelta dell’Amministrazione comunale di introdurre nel mese di novembre scorso la zona 30 all’interno di un’area fortemente residenziale come San Paolo nasce dagli studi effettuati nel corso degli anni che hanno l’obiettivo di trasformare la mobilità della città di Cuneo a misura di persona in modo tale da salvaguardare l’incolumità e la salute pubblica dei cittadini.
Proprio per cercare di trovare le migliori soluzioni, gli interventi in corso di realizzazione sono stati oggetto di uno studio e una progettazione partecipata che si è avvalso di consulenti esperti in materia con curriculum di interventi analoghi eseguiti in tutt’Europa (specialmente in paesi europei all’avanguardia sui temi della sicurezza stradale), nonché del confronto con il comitato di quartiere e con le forze di Polizia Locale con i quali è emersa la volontà non solo di perseguire comportamenti non conformi al codice della strada con interventi sanzionatori ma anche con interventi volti alla sicurezza attiva.
Da novembre 2020 il primo incrocio realizzato con la tecnica del cosiddetto “urbanismo tattico” (ossia interventi con costi ridotti di veloce esecuzione con i quali sperimentare e verificare l’efficacia degli stessi) è attivo su via Momigliano all’angolo con via Pavese. Nei mesi invernali, causa una chiusura al traffico di Corso Francia per lavori, lo stesso incrocio è stato sottoposto ad un carico di traffico superiore alla norma anche con il transito di bus: tutto questo ha prodotto unicamente un rallentamento della velocità delle persone alla guida delle auto richiedendo maggior attenzione ai guidatori; tutto ciò non ha creato disagi (le ditte del trasporto pubblico locale non hanno evidenziato nessun tipo di problema) e incidenti (nel recente passato negli incroci del quartiere si erano registrati una sere di incidenti tra auto con feriti).
In merito poi ai delimitatori di carreggiata introdotti, sono stati scelti degli elementi in polimero di gomma certificati secondo gli standard Europei. Uno degli obiettivi prioritari degli interventi è quello di rendere i passaggi pedonali più corti con maggior sicurezza di chi deve utilizzarli con un’attenzione particolare alle persone più fragili come anziani e bambini spesso prime vittime della violenza stradale) con l’unica conseguenza per le persone in auto di dover viaggiare a velocità più contenuta.
In tutti gli interventi la larghezza delle due corsie nel punto più stretto dell’incrocio è non inferiore a 320 centimetri e considerato che un’autovettura occupa al massimo 200 cm. di larghezza (un bus 270 cm.) esiste un margine tale che due autovetture possano tranquillamente, a una velocità di 30 km. orari, svoltare in piena sicurezza.
Relativamente alla scorrevolezza del traffico l’unico effetto tangibile apportato da questa modifica dell’incrocio è che si verifica, per le persone in auto, un aggravio di tempo di pochi secondi per i quali ridurre di poco la velocità di percorrenza che contribuisce a salvaguardare la sicurezza di chi è più fragile sulla strada riducendo anche gli incidenti stradali.
Eppure i dubbi rimangono. A partire dal Comitato di Quartiere che ha seguito sin dall’inizio il progetto di zona 30. Pur essendosi espresso in modo positivo sul fatto che si dia maggior attenzione ai pedoni e ciclisti, è mancata un po' di comunicazione con la sensazione di un progetto calato dall'alto.
Il comitato ha segnalato all'Ufficio tecnico alcune criticità riscontrate negli anni in particolare in via Pavese, via Felici, e via Don Minzoni.
Prima di tutto i parcheggi. Il timore è che diminuiranno. Ma dal comune è arrivata la smentita: “In alcune zona addirittura i posti auto disponibili aumentano (per esempio il tratto di via Bodina) e in ogni caso non ci saranno modifiche tali da alterare la disponibilità di sosta nell’area. Tutt’al più si andrà a intervenire su quella sosta non autorizzata in determinate zone prossime a punti attrattori e incroci ma complessivamente l’offerta di sosta nel quartiere non verrà diminuita”.
Scelta reversibile o irreversibile? “Sul tipo di scelta d’intervento adottata è una soluzione che potrà nel corso degli anni essere frutto di ulteriori interventi più strutturali, ma proprio per le caratteristiche intrinseche di questi interventi (trattasi di interventi leggeri) facilmente modificabili che possono essere adattati nel tempo a soluzioni anche differenti ma con lo scopo di preservare sempre la sicurezza delle persone a piedi e in bicicletta per mantenere nel quartiere una buona sicurezza stradale al fine di garantire la miglior vivibilità per famiglie, bambini e anziani”.
L'ultima considerazione del comitato di quartiere è relativa ai cambiamenti nelle abitudini delle persone: “Non è sempre facile accogliere il cambiamento, talvolta modificarci è faticoso. Macchine, pedoni, biciclette devono poter coesistere in città, l’unico modo perché questo avvenga è che ciascuno rinunci ad una parte dei propri vantaggi. La soluzione proposta, abbastanza normale in altre città del centro e nord Europa, va a nostro avviso in questa direzione. Forse non tutto sarà perfetto e forse altro andrà modificato, ma intanto il cambiamento deve iniziare, e innanzi tutto deve iniziare dentro di noi, possiamo e dobbiamo cambiare per migliorarci e migliorare l’ambiente in cui viviamo”.