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Attualità | 25 maggio 2021, 11:17

Cuneo, il Comune sostiene il ddl Zan: "Serve mandare un messaggio concreto, reati simili accadono su base quotidiana"

Ieri sera (lunedì 25 maggio) la discussione dei due ordini del giorno in consiglio comunale. I più critici tra i consiglieri chiedono che il ddl venga emendato; Coggiola: "Leggi specifiche già ci sono, serve farle rispettare"

Foto generica - Unsplash

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È ufficiale: il Comune di Cuneo si schiererà a favore del ddl Zan contro i reati di omotranslesbobifobia, misoginia e antiabilismo, attualmente calendarizzato al Senato in commissione giustizia. A determinarlo la votazione favorevole ai due ordini del giorno presentati da MoVimento 5 Stelle e Cuneo per i Beni Comuni e dal Partito Democratico, affrontata dal consiglio comunale nel corso della serata di ieri.

- I PARERI DEI PROPONENTI

A Carmelo Noto il primo intervento: “Già troppi dibattiti, concernenti la materia ma basati sul nulla, sono stati realizzati nei vari salotti televisivi e non voglio unirmi alla coda. Ma questo decreto, che sta diventando una vera pantomima, è semplicemente un recepimento delle norme europee sui casi in oggetto, né più né meno; la legge c’è già ma in questo modo diventa più specifica e, invece di continuare solo a “dire”, a esprimere concetti di apertura, si inizia “fare” sul serio”.

Il disegno di legge non tocca in maniera assoluta la libertà di opinione, come sostengono i suoi detrattori – ha sottolineato Silvia Maria Cina. C’è chi dice che i temi del ddl non rientrano tra le priorità attuali del nostro paese, relegando i diritti di una parte dei cittadini a una fascia “di serie B” quando questo tipo di reati accade su base quotidiana. Serve mandare un messaggio importante”.

Il terzo rappresentante dei proponenti – Ugo Sturlese - ha sottolineato come i due predecessori il fatto che il ddl recepisca semplicemente norme e condizioni già in essere a livello europeo: “È l’Italia che è spesso in ritardo su argomenti come questi – ha detto - , e ormai si sente la necessità di fare qualcosa di più per evitare questi atteggiamenti persecutori. Nella discussione bisognerebbe andare a guardare la concretezza quotidiana delle discriminazioni: inutile negare la loro recrudescenza. Dopo l’enorme prova che abbiamo dovuto affrontare in questi mesi abbiamo bisogno di gioia, solidarietà e affetto tra le persone”.

- I DUBBI DI ALCUNI CONSIGLIERI

Diversi sono stati i pareri critici espressi durante la discussione. “Definirmi un detrattore, sinceramente, è un po’ esagerato. Non ritengo il ddl sia da cestinare ma credo origini da un intento di propaganda, perché chi è convinto che inasprire le pene serva a contrastare comportamenti violenti e repressivi non tiene conto che già esistono normative vigenti sulla tematica. Serve che queste vengano concretizzate per davvero – ha sottolineato Alberto Coggiola - . Il ddl introduce una nuova fattispecie di reato, che però risulta per forza di cose ben poco delineato; lascerebbe all’organo giudicante, se venisse ammesso, un’eccessiva discrezionalità, cosa che inevitabilmente comporterebbe una limitazione della libertà personale”.

Credo il comun denominatore a cui dobbiamo rifarci sia la necessità di chiarire, consci che la fretta non abbia mai aiutato: serve una buona legge, non una legge fatta in fretta – ha sottolineato “Beppe” Lauria - . Voterò contro i due ordini del giorno, chiedendo il ritiro delle due delibere. Ci dividiamo su un concetto semplice ma grande, il condannare la violenza in senso generale ma ricordo che qualche mese fa, sui social network, è stata azzerata un’intera comunità e nessuno ha detto nulla in merito”.

Ritengo che il decreto sia importante e condivido in pieno le parole del Presidente della Repubblica lette da Cerutti, parole non recitate a sostegno del decreto stesso ma comunque valide – ha detto Maria-Luisa Martello - . I diritti, secondo Costituzione, vengono riconosciuti in base al sesso e non al genere: con la sovrapposizione e la confusione dei termini che viene applicata nel ddl non si rischia di offuscare le tante conquiste fatte negli anni dalle associazioni femminili? Il ddl deve essere emendato perché la tutela delle donne e dei transessuali o degli omosessuali non possono essere equiparate; le prime non sono una categoria di minoranza ma la maggioranza dei cittadini in tutto il paese”.

Mi ritrovo nelle parole di Mattarella in merito alla riaffermazione del principio di uguaglianza sancito da Costituzione e Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, al ribadimento del fatto che le inclinazioni sessuali non possono giustificare la negazione del rispetto della dignità umana. Cuneo, però, non è all’anno zero rispetto alla tematica: sono diverse le attività e le iniziative che guardano alle discriminazioni di ogni tipo – ha sottolineato Giovanni Cerutti - . Voterò però in maniera contraria ai due documenti; il testo del ddl Zan deve essere emendato prima di essere approvato perché una legge scritta male porta a interpretazioni e applicazioni controverse, che finiscono per ridurre i diritti invece di riaffermarli”.

- LA VOTAZIONE A FAVORE

Come detto, però, i due ordini del giorno sono stati approvati con 19 voti favorevoli. “Sono favorevole al ddl Zan pur riconoscendo il fatto che possa essere migliorato e che sia rimasto ingabbiato in un sentiment da tifoseria da stadio purtroppo molto comune a livello nazionale. Arrivati a questo punto, però, non si può fare un passo indietro – ha detto Simone Priola nel proprio intervento, ricordando anche l’emendamento presentato da Enrico Costa, che proprio si rivolge a chi è convinto che il ddl “punisca le idee” - . L’approvazione di questo ordine del giorno sarebbe importante per riaffermare il ruolo di Cuneo come centro della rete provinciale antidiscriminazione. Ovviamente è perseguibile già oggi la repressione violenta di una minoranza ma è giusto riconoscere la maggiore gravità di un reato effettuato per ragioni specifiche di odio; le persone coinvolte hanno bisogno di sicurezza e di sentirsi riconosciute nella propria battaglia per la difesa dei diritti”.

simone giraudi

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