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Economia | 25 maggio 2021, 16:10

Chiusura in vista per la sede cuneese Mondialpol. 45 guardie rischiano trasferimento a Collegno

Dopo l’incontro tra organizzazioni sindacali e azienda avvenuto lo scorso 20 maggio l’intenzione è quella di riunire in un tavolo in Prefettura con le aziende del territorio che operano nello stesso ambito per cercare un riassorbimento e il mantenimento dei lavoratori sul territorio

Chiusura in vista per la sede cuneese Mondialpol. 45 guardie rischiano trasferimento a Collegno

Verso la chiusura la sede cuneese della Vedetta 2 Mondialpol Spa, la società radicata in Piemonte, ma attiva in tutto il Nord Italia che si occupa di trasporto valori.

I vertici aziendali hanno comunicato con missiva del 30 aprile la volontà di chiudere il sito in via Valle Po e trasferire i 45 dipendenti a Collegno, nella sede centrale del gruppo in via Nazioni Unite, entro il 30 giugno.      

“La decisione ci sorprende – dichiarano Ivan Infante (Filcams) e Fabio Bove (Uiltucs) – L’azienda aveva intenzione di sviluppare il settore dei trasporti proprio in questa provincia che adesso invece perderà 45 posti di lavoro.”

Si tratta di mansioni inquadrate nel contratto nazionale della vigilanza privata.

“Contratto scaduto da cinque anni – continuano i segretari provinciali di Filcams e Uiltucs - Non possiamo ignorare che le condizioni di vita di queste persone, con il trasferimento delle attività nella sede di Collegno, saranno peggiorative e problematiche sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista della riorganizzazione della loro vita familiare e sociale.”

Dopo l’incontro tra organizzazioni sindacali e azienda avvenuto lo scorso 20 maggio l’intenzione è quella di riunire in un tavolo in Prefettura con le aziende del territorio che operano nello stesso ambito per cercare un riassorbimento e il mantenimento delle guardie particolari giurate sul territorio.

“Abbiamo ritenuto doveroso
– concludono Bove e Infante -  a difesa dell'occupazione sul territorio e delle vite di queste donne ed uomini, che hanno svolto un lavoro fondamentale durante la pandemia, richiedere un incontro al Prefetto ed a tutte le Aziende del settore operanti in Provincia di Cuneo. Riteniamo, richiamando le aziende alla propria responsabilità sociale, che questa controversia debba necessariamente essere presa in carico ed affrontata all'interno di più ampio tavolo in cui tutte le parti coinvolte costruiscano un concreto  progetto per la salvaguardia occupazionale di queste lavoratrici e lavoratori.”

Daniele Caponnetto

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