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Attualità | 25 maggio 2021, 12:29

Protocollo accoglienza stagionali della frutta: nel 2021 si aggiungono Manta e Scarnafigi

Saranno dieci i Comuni che quest’anno firmeranno a fine giugno. Si lavora per aprire dal 1 luglio con 179 posti di accoglienza diffusa. Lacuna nella bassa Valle Po: Revello ha i maggior contratti (939), ma non sottoscrive il protocollo

L'incontro di stamane a Lagnasco

L'incontro di stamane a Lagnasco

Passano da otto a dieci i Comuni che quest’anno a fine giugno firmeranno il Protocollo della Prefettura per l'accoglienza diffusa dei lavoratori stagionali della frutta.         

I due Comuni che si sono aggiunti sono Manta e Scarnafigi e anche grazie al loro inserimento si avranno 179 posti di accoglienza sul territorio, 60 in più rispetto all’anno scorso, che con ogni probabilità saranno attivi dal 1° luglio.        

Siamo alla vigilia della sottoscrizione del protocollo - ha commentato il presidente della provincia Federico Borgna durante la presentazione di questa mattina al Castello di Lagnasco -. L’anno scorso lo abbiamo fatto in via sperimentale, con un gruppo di lavoro articolato, sotto la Prefettura, per rispondere a un tema altrettanto articolato. Il fatto che la rete si sta allargando ci fa ben sperare per il futuro”. 

Oltre ai nuovi ingressi, aderiranno al protocollo i Comuni già firmatari nel 2020 di Saluzzo, Lagnasco, Verzuolo, Costigliole Saluzzo, Savigliano, Busca, Tarantasca, Cuneo. 

Quest’anno il protocollo ci è sembrato migliorativo rispetto agli anni passati - ha commentato il sindaco di Manta, Paolo Vulcano -. E quindi abbiamo deciso di aderire all’iniziativa”. 

È un tema - ha aggiunto il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni - che non ha inquadramento definito, ma c’è la necessita da parte di tutti i soggetti coinvolti di fare uno sforzo di buona volontà e di immaginazione per mettere in campo soluzioni nuove ed efficaci. Il problema è lo stesso che si vive in altri territori del nostro Paese. Il senso di comunità della Granda è alto e ci ha consentito di sperimentare soluzioni parziali, ma all’avanguardia.

Tuttavia - ha specificato il primo cittadino-. Finché lo Stato non decide di regolarizzare il tema del lavoro stagionale vivremo mesi difficili, la stagione è sempre più lunga e il sistema sempre più articolato. Le gelate ci preoccupano, ma i numeri dicono che su questo territorio il 70% della manodopera è straniera e il 40% è di provenienza subsahariana. Si deve mettere mano a una norma che metta in regola il sistema"

A Saluzzo definitivamente archiviata l’opzione del Pas al Foro Boario: “Il Comune non ha motivo di replicare quell’esperienza - ha ribadito  Calderoni-. Il progetto non può che essere diffuso perché le grandi concentrazioni non sono gestibili, sia in un periodo di pandemia che non”. 

Anche il Comune di Savigliano ha rinnovato il suo impegno per il protocollo:  “Abbiamo aderito fin dall’inizio - ha commentato il sindaco Giulio Ambroggio - perché siamo convinti della giustezza della scelta. Firmeremo il protocollo convinti perché è stata un’esperienza positiva in cui abbiamo visto il ruolo fondamentale dei volontari. Appena possibile allestiremo di nuovo il campo, ma l’augurio è che i Comuni aumentino”. 

Nuovo bando regionale da 25 mila euro per Comune e 500 mila euro in arrivo dal Ministero 

Quest’anno passeremo da 119 posti a 179, questo sia perché abbiamo coinvolto due Comuni in più, ma anche perché siamo riusciti a ottenere 500mila euro dal Ministero, un contributo richiesto dalla Prefettura, affinché ogni Comune potesse ampliare le strutture di accoglienza” ha spiegato con soddisfazione il sindaco di Lagnasco Roberto Dalmazzo. “Le nostre strutture erano ben fatte ma al limite”. Potevano infatti ospitare 4 lavoratori per container in epoca pre Covid, 3 con le nuove normative anticontagio. 

Ogni Comune ha presentato nuovi progetti, la somma doveva appunto fare 500mila euro che era il massimo erogabile, lo abbiamo presentato e abbiamo ottenuto il contributo che ci permetterà di allestire le strutture per il 1°  luglio”. 

A questo contributo si somma quello del bando regionale che prevede un’erogazione per ogni Comune di 25mila euro. Gli Enti prepareranno un modello che le aziende dovranno presentare, saranno raccolte e inviate alla Regione. 

Il contributo - ha specificato Dalmazzo - prevederà un contributo alle aziende di 500euro per ogni modulo noleggiato o 1500 euro per ogni modulo o servizio igienico comprato”. 

Le domande potranno essere presentate fino al 2 agosto. 

Con le gelate calo di produzione e meno richiesta di manodopera 

Grande problema, quest’anno, che andrà ad incidere sulla produzione, sono le gelate di aprile che hanno danneggiato circa il 50/60% dei raccolti. 

Come ha ribadito Mattia Quaglia, assessore all’agricoltura di Verzuolo, il danno avrà delle conseguenze importanti sulla richiesta di manodopera: “Quest’anno, ancora di più con il calo di produzione, c’è la necessità forte di veicolare il messaggio che l’offerta sarà minore rispetto alle stagioni precedenti”. 

Dal 2018 al 2020 aumento significativo di lavoratori e di contratti 

I dati raccolti dai centri dell’impiego di Cuneo, Savigliano e Saluzzo, rielaborati da Ires Piemonte evidenziano una crescita esponenziale dei lavoratori e del numero dei contratti stipulati nel corso degli ultimi tre anni: da circa 13mila contratti si è passati a oltre 18mila, da circa 8mila lavoratori a oltre 11mila, con un aumento costante dei lavoratori di origine subsahariana che per numero di contratti superano quello di origine Ue ed extra Ue.

Gli italiani restano la percentuale più bassa, sebbene si registri un aumento tra il 2019 e il 2020. 

Nel 2020, Revello è stato tra tutti il Comune che ha registrato maggiori contratti (939) seguono Saluzzo (842), Verzuolo (806), Cuneo (705), Lagnasco (477), Tarantasca (435), Savigliano (377), Busca (346), Scarnafigi (293), Costigliole Saluzzo (260). 

Manta, tra i nuovi firmatari, ha contato 89 contratti. Ultimo della fila, Sanfront con 26 contratti stipulati nel 2020. 

Resta quindi una lacuna in valle Po, come ha anche sottolineato Alessandro Durando, presidente Confcooperative Cuneo: “Emerge in modo lampante che la bassa val Po non è coinvolta. Un dato di limite che bisogna affrontare, abbiamo più di mille lavoratori che gravitano in quell’area, dobbiamo capire come sopperire”.

chiara gallo

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