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Saviglianese | 28 maggio 2021, 12:34

Quasi 2 kg di hashish e 51mila euro in contanti: condannato un fossanese

La difesa: “La sua attività di spaccio sarebbe incominciata solo con il lockdown del 2020, quando non gli è più stato possibile perseguire l’attività di imbianchino che aveva sempre svolto”

Quasi 2 kg di hashish e 51mila euro in contanti: condannato un fossanese

Si è chiuso con una sentenza di condanna a 3 anni e 8mila euro di multa il procedimento penale in tribunale a Cuneo nei confronti di un uomo, G.S, 43enne fossanese imputato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Il giudice ha inoltre sostituito la misura cautelare con i domiciliari per i prossimi 18 mesi.

Fermato sulla sua auto a Marene, era stato condotto in carcere dai carabinieri della Stazione di Cavallermaggiore. Il procedimento è nato proprio da qui. L’arresto arresto in flagranza nei confronti dell’uomo è avvenuto in seguito al rinvenimento di circa 1,8 kg di hashish, trovati in parte nella sua autovettura e in parte nella sua abitazione. La perquisizione nell’abitazione, effettuata dai Carabinieri di Cavallermaggiore e Racconigi, aveva consentito di rinvenire anche circa 53mila euro in contanti.

“Gli ulteriori accertamenti sulla sostanza sequestrata hanno consentito di provare un'elevata quanitità: circa 18mila dosi. Dall'analisi del cellulare, è emerso che G.S. fosse abitualmente dedito all’attività di spaccio.  Il processo si è focalizzato più che altro sulla provenienza del denaro di cui G.S.  ha più volte richiesto la restituzione, sostenendo che una parte delle somme, in particolare quelle trovate in una valigia in cantina, provenissero da una donazione effettuata dalla madre diversi anni prima” ha sostenuto il p.m. Carla Longo chiedendo al giudice la condanna.

La difesa dell’imputato, l'avvvocato Pier Carlo Botto, di contro, ha sostenuto la tesi secondo cui G.S. si sarebbe mostrato collaborativo nel corso delle indagini: “Aveva riferito agli inquirenti sia l’identità dei soggetti da cui aveva acquistato la droga, un tale Abdul incontrato in una frazione di Caramagna Piemonte, sia quella dell’acquirente, uno straniero residente a Torino: l’imputato non è mai stato identificato come spacciatore abituale dai carabinieri di Fossano. La sua attività di spaccio sarebbe incominciata solo con il lockdown del 2020, quando non gli è più stato possibile perseguire l’attività di imbianchino che aveva sempre svolto”.

Il giudice ha altresì disposto la restituzione di 35 mila euro a G.S.

CharB.

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