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Politica | 07 giugno 2021, 11:09

Mondovì si prepara al dopo Adriano con tanti interrogativi

Se il sindaco in carica non si ricandiderà sarà Luca Robaldo a tentare di assumerne l’eredità, cercando di andare oltre il “Patto Civico”. Costa e Cirio, oggi su diverse sponde politiche ma pur sempre buoni amici, cercheranno insieme quegli “equilibri politici più avanzati” per favorirne la vittoria

Mondovì si prepara al dopo Adriano con tanti interrogativi

Nessuna partita elettorale può essere data per scontata di questi tempi. Ma quella di Mondovì, da decenni feudo elettorale della famiglia Costa, assume una rilevanza particolare dopo il passaggio di Enrico Costa da Forza Italia ad Azione.

Il parlamentare monregalese già nella scorsa tornata aveva pubblicamente dichiarato di volersi tenere fuori dalla mischia amministrativa, ma tutti sanno che nel “Patto Civico”, realizzatosi nel 2017, una manina ce l’aveva messa.

Quando manca un anno al ritorno alle urne pesa l’incognita della ricandidatura del sindaco in carica, l’avvocato Paolo Adriano, il quale ha fatto sapere che scioglierà le riserve solo a fine anno.

Ma sono in molti a ritenere che l’ago della bilancia penda più verso il no che per il sì.

Al ballottaggio, nel giugno 2017, aveva vinto col 68,2% contro il 31,8% ottenuto dalla sua rivale, Donatella Garello.

Adriano, nel secondo turno, aveva raccolto una buona fetta di quel 21,8% andato in prima battuta al candidato sindaco del Pd, Stefano Tarolli, e delle due liste civiche che lo sostenevano.

Ora, quando manca un anno al ritorno alle urne la situazione politico-amministrativa monregalese appare ancora quanto mai confusa.

Tutti sanno che se Adriano dirà di no, è pronto a scattare Luca Robaldo, assessore allo Sport e alle Politiche Giovanili, il più “politico” tra gli assessori dell’attuale giunta.

Robaldo è stato in passato stretto collaboratore di Enrico Costa quando questi ha ricoperto incarichi di governo ed ora è capo della segreteria del presidente della Regione Alberto Cirio.

Un incarico, quest’ultimo, che ad inizio anno gli era costato un attacco da parte dei segretari dei partiti di Lega (Diego Boetti), Forza Italia (Gianpiero Caramello) e Fratelli d’Italia (Claudio Sarotto).

I tre, in sostanza, lo richiamavano alla coerenza politica. “Come fai, tu che sei il capo della segreteria di Cirio – gli avevano chiesto pubblicamente – a mantenere responsabilità amministrative a Mondovì, dove il centrodestra è all’opposizione”.

Era prontamente intervenuto Cirio ad assumerne la difesa, sostenendo che l’incarico è tecnico e non politico. Una spiegazione quanto mai naif, ma era bastata a tacitare i tre segretari i quali, a fronte dell’intervento del governatore, avevano tirato i remi in barca.

Ora il nodo Robaldo si riproporrà se Adriano dovesse gettare la spugna, come tutto fa pensare.

Potrà il segretario di Cirio accettare di guidare una coalizione qual è il “Patto Civico” in contrapposizione al centrodestra?

Riuscirà Robaldo ad accontentare sia Costa che Cirio?

Le esigenze politiche del primo – oggi smarcato dal centrodestra – gli suggerirebbero di proseguire nel solco tracciato nel 2017, ma le ragioni del suo attuale “principale”, Alberto Cirio, gli sconsigliano di mettersi contro le forze politiche che oggi governano il Piemonte.

Anche perché Mondovì – lo abbiamo detto all’inizio – costituisce un test elettorale importante, quasi al pari di Cuneo, con cui andrà al voto (insieme a Savigliano) nella primavera del prossimo anno.

Il “Patto Civico” reggerà? E con quale compagine, dopo aver perso per strada  “Ideali in Comune” di Giancarlo Battaglio?

E il Pd – alla luce del nuovo scenario che va delineandosi – quale posizione assumerà?

Difficile che, a fronte della sindacatura di un uomo di Costa (ieri) e di Cirio (oggi), il Partito Democratico possa accettare di aderire al “Patto”.

Per contro, lecito chiedersi: riuscirà Robaldo a quadrare il cerchio?

A dipanare la matassa, a partire dall’autunno, ci proveranno i suoi mentori, oggi su posizioni politiche nazionali concorrenziali, ma pur sempre buoni amici.

Robaldo non farà nulla per arrecare loro dispiacere e loro hanno entrambi interesse a che lui diventi sindaco.

In nome di quel “civismo” che oggi va tanto di moda cercheranno per Mondovì quei fantasiosi “equilibri politici più avanzati” che il segretario socialista Francesco De Martino sdoganò negli anni ’70, ma da tutt’altra prospettiva.

   

Giampaolo Testa

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