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Attualità | 08 giugno 2021, 15:45

Pensionato di Verduno chiede all’Asl 900mila euro di danni per i ritardi dell’ospedale

L’uomo permutò un fabbricato e alcuni terreni sul sito dove la struttura sarebbe stata costruita con la concessione in comodato di un locale commerciale interno alla stessa. Ora lamenta le conseguenze di un’apertura arrivata un decennio dopo le previsioni

L'ospedale di Verduno

L'ospedale di Verduno

Poco meno di 900mila euro. A tanto ammonta la richiesta di risarcimento danni che M. G., 71enne residente a Verduno, pensionato dal 2004, ha presentato nei confronti dell’Asl Cn2 per avere ragione di quello che considera il danno patrimoniale e non patrimoniale causatogli da un’apertura, quella del nuovo ospedale di Alba e Bra, arrivata con quasi un decennio di ritardo rispetto al previsto.

A darne conto e a spiegare i termini della complessa vicenda è il legale del pensionato, l’avvocato braidese Marco Lamberti: "Il nostro cliente, con atto pubblico dell'agosto 2006 ebbe a permutare propri terreni e immobile a uso abitativo con l'Asl Cn2, verso il corrispettivo della concessione in comodato ventennale, rinnovabile e trasmissibile agli eventuali eredi, di un esercizio commerciale (50 metri quadrati, ndr) posto all'interno dell'erigendo del maxiospedale di Verduno, finalizzato alla vendita di giornali, oltre che al pubblico anche ai degenti, di articoli floreali e da regalo".

"Posto che prosegue il legaleesercizi simili all'interno dell’ospedale non ve n'erano e neppure nelle vicinanze, la redditività tanto in termini di lavoro quanto di capitale sarebbe stata estremamente elevata, visto anche il volume potenziale dell'utenza.  L'immobile avrebbe dovuto esser consegnato nel gennaio 2011, termine di ultimazione del nosocomio. Invece, considerato l'incredibile ritardo nell'esecuzione dei lavori, è accaduto che l'Asl Cn2 abbia adempiuto a distanza di dieci anni (a rigore l’apertura dell’intero complesso data al 20 luglio 2020, ndr), causando un danno economico di rilevanza estrema al cliente, che da un lato si era fidato delle garanzie dell'ente pubblico, considerandolo un interlocutore serio, e dall'altro nel corso degli anni ha sollecitato più volte un adempimento che gli consentisse di far quadrare il proprio bilancio familiare".

"I ritardi nell'esecuzione dell'opera –
conclude l’avvocato, unitamente al codifensore, Nicolò Antonio Lamberti –, che si sono sedimentati per un decennio, inammissibili tanto in linea logica quanto giuridica, hanno causato ingenti danni patrimoniali al nostro assistito, nonché lancinanti patemi d'animo e sofferenze morali nel non rappresentarsi date certe, che venivano regolarmente rinviate, nelle quali poter provvedere all'avvio di un'attività per essi quanto mai indispensabili. Esso intende pertanto conseguire il giusto risarcimento del danni da parte dell'Asl Cn2 in relazione all'acclarato inadempimento contrattuale ed il tutto avvalendosi della procedura sommaria di cognizione".

L'udienza della causa civile avviata dal legale braidese per conto del 71enne è stata fissata innanzi al Tribunale di Asti il prossimo 24 novembre. Sarà così il giudice, visti anche gli accordi stabiliti tra le parti, a stabilire se tale richiesta, quantificata precisamente in 877.451,60 eurro, si dovrà ritenere fondata o meno.

Redazione

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