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Attualità | 08 giugno 2021, 10:14

L'appello di Sabina: "Agli ospiti delle RSA è stata rubata la libertà. Ormai sono depressi"

La signora ha un parente nella struttura di Pevergano, ma parla a nome di centinaia di persone e chiede che la situazione, dopo ormai un anno e mezzo, venga risolta

Immagine di repertorio

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Di lettere e appelli di parenti di ospiti delle RSA della Granda ne abbiamo pubblicati tanti in questi lunghi mesi in cui è stato necessario proteggere le persone più fragili, in particolare quelle nelle case di riposo, così duramente colpite durante la prima ondata di pandemia.

Per tantissimo tempo molti non hanno potuto vedere i genitori, i nonni, gli zii o i parenti. Poi sono arrivate le stanze degli abbracci, che hanno consentito un incontro, seppur distanziato e protetto, ma soprattutto sono arrivati i vaccini, che sono stati destinati con priorità assoluta proprio a queste persone e ai sanitari e operatori che lavorano nelle strutture.

Tantissimi anche i cittadini vaccinati. Ma la situazione è ben distante dall'essere normale. Come evidenzia Sabina, che ci scrive sperando di arrivare a tante persone e che, finalmente, si faccia qualcosa per poter tornare a qualcosa che somigli, appunto, ad una normalità.

A partire dal poter far uscire i propri cari, ovviamente autosufficienti, per qualche ora dalle strutture. 

Riportiamo la sua lettera, che solleva un problema comune a tanti

Mi chiamo Sabina T. e mi rivolgo a voi per chiedere di essere ascoltata ed aiutata a risolvere un serio problema. Sono la parente di un ospite della casa di riposo "Don Peirone" di Peveragno, ma la mia richiesta è per tutte le persone che risiedono in qualsiasi casa di riposo. Ormai dal 24 febbraio 2020 i nostri familiari non sono più usciti, se non per visite o ricoveri in ospedale.

All'inizio era comprensibile questo isolamento, non si conoscevano bene i rischi, la situazione era drammatica ed era giusto proteggerli in tutti i modi, ma ora, dopo che quasi tutti hanno contratto il virus, tutti hanno ricevuto le due dosi di vaccino, non riusciamo a capire perché non permettano loro di uscire per prendere un gelato o una boccata d'aria.

Sta facendo più danni la depressione del virus stesso! La stanza degli abbracci e le visite protette sono una bella iniziativa, ma non ci bastano più. Prima di scrivere a voi, mi sono rivolta ai responsabili e al Direttore Sanitario, ma non ho risolto niente.

A queste persone è stata rubata la libertà, perché dire che possono uscire ma poi devono fare l'isolamento, non è LIBERTÀ! Noi ogni volta che usciamo di casa, poi facciamo l'isolamento? In più non riusciamo ad avere un dialogo in privato, perché sia al telefono che durante le visite, gli ospiti non sono mai da soli. Spero che queste mie parole aprano il cuore di qualcuno che davvero vuole risolvere questa situazione. Grazie.

al direttore

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