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Politica | 09 giugno 2021, 08:02

La ventilata federazione tra Lega e Forza Italia fa discutere anche in Granda

Il presidente forzista della Regione Cirio entusiasta; il segretario provinciale Paoletti possibilista, il senatore Perosino perplesso. L’ex azzurro Costa, ora con Calenda: “Ho lasciato perché già un anno fa intravedevo che sarebbe finita così”

La ventilata federazione tra Lega e Forza Italia fa discutere anche in Granda

Matteo Salvini ha lanciato a Silvio Berlusconi l’amo di una possibile federazione tra Lega e Forza Italia, col pretesto di rafforzare l’area di centrodestra del governo Draghi.

Il Cavaliere ha abbozzato e, a dispetto dei mugugni di Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna, si è mostrato disponibile.

Ma come viene visto nel Cuneese il ventilato sposalizio tra due partiti che fanno sì parte della coalizione di centrodestra ma che tra loro sono sempre stati elettoralmente concorrenti sul territorio?

Se il presidente della Regione Alberto Cirio ha accolto con entusiasmo la proposta – anche perché non potrebbe che semplificare i rapporti interni alla sua maggioranza a Palazzo Lascaris - in periferia si guarda con maggior prudenza all’operazione.

“Non sono tra coloro – afferma il segretario provinciale di FI e sindaco di Boves Maurizio Paoletti che temono l’annessione. Personalmente ritengo si tratti di un progetto interessante anche se i risvolti pratici sono tutti da definire”.  

Si mostra appena più prudente il senatore azzurro albese e sindaco di Priocca Marco Perosino.

“Credo che l’ipotesi della federazione sia una delle tante idee in circolazione, ma non penso – afferma - che, ora come ora, abbia ragion d’essere. Sarebbe annessione. E poi – aggiunge -, quand’anche fosse, andrebbe calata nelle situazioni locali per le candidature amministrative e nello spirito dell'alleanza di centrodestra”.

Perosino ribadisce poi le sue considerazioni critiche sul partito, già espresse in altre circostanze.

“A Forza Italia – osserva - manca la spinta propulsiva di Berlusconi. Mancano idee vincenti. Ci siamo lasciati sfilare alcuni grandi temi proprio dalla Lega (immigrazione, ordine pubblico, Europa non ad ogni costo, temi etici sui quali siamo stati troppo possibilisti)”.

Di questo, insieme al tema delle amministrative 2022, Forza Italia ne discuterà lunedì prossimo, 14 giugno, in un direttivo provinciale cui prenderà parte il coordinatore regionale Paolo Zangrillo.

E mentre i forzisti della Granda riflettono sul percorso da fare, Enrico Costa, che di Forza Italia ha rappresentato una buona fetta di storia prima di passare ad Azione di Carlo Calenda – da noi interpellato – esprime un giudizio tranchant.

 “La fusione o federazione – commenta - è semplicemente il sigillo ad uno stato di fatto evidente da tempo. Ho lasciato Forza Italia perché già un anno fa intravedevo che sarebbe finita così. Secondo me – aggiunge – gli eletti ci sperano, gli elettori la temono”.

 

GpT

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