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Cuneo e valli | 09 giugno 2021, 18:04

Alle battute finali il processo che vede tra gli imputati per bancarotta la madre dell'ex premier Renzi

Il consulente di difesa: "Nessuna difformità documentale"

Tribunale di Cuneo

Tribunale di Cuneo

È alle battute finali il processo che si sta svolgendo in Tribunale a Cuneo, che vede coinvolti a vario titolo di concorso in bancarotta fraudolenta, false fatturazioni, omissione del versamento di contributi, sei imputati. Fra i quali spicca Laura Bovoli, madre dell’ex premier Matteo Renzi, già amministratrice della toscana “Eventi 6” srl.

Nel corso dell’istruttoria aveva risposto alle domande del pm Pier Attilio Stea, M.P., amministratore della “Direkta” srl con sede a Sant’Albano Stura, dichiarata fallita nel 2014. Oggetto sociale della ex società cuneese, il volantinaggio pubblicitario per i supermercati. M.P. aveva patteggiato la pena a fine luglio 2018 per il reato di bancarotta fraudolenta documentale distrattiva ed è stato condannato con rito abbreviato per reati fiscali legati all’emissione di fatture per operazioni inesistenti e falsità in denunce previdenziali obbligatorie.Tra la Eventi6 e la Direkta intercorreva un rapporto di committenza.

Insieme alla Bovoli, sono a processo anche i commercialisti F.P. e B.P. che avrebbero concorso con artifizi contabili nel crac della società di M.P., l’imprenditore P.B., amministratore della “Gest Espaces” srl di Carmagnola, V.M. e D.S. amministratori di società collegate a M.P. 

Laura Bovoli, secondo la Procura, in qualità di amministratore della società toscana, committente della Direkta, avrebbe redatto una falsa nota di debito in favore della società fallita. L'obiettivo secondo il p.m. sarebbe stato quello di consentire alla Direkta M.P. di contestare una penale sui disservizi al fornitore G.F, di conseguenza il documento sarebbe stato redatto appositamente: si tratterebbe di un illecito.

La falsa nota di debito sarebbe dunque servita a M.P. a giustificare il ritardato pagamento di un debito di circa un milione di euro che avrebbe avuto nei confronti di G.F. Il p.m. ha sostenuto che i disservizi fossero un pretesto e le note un falso.

Nella mattinata odierna (9 giugno) è stato ascoltato il consulente della difesa di Laura Bovoli, il commercialista Daniele Belsito, il quale ha riferito una regolare registrazione in bilancio dei movimenti e dei documenti. “Non ho rilevato nessuna difformità documentale” ha dichiarato.

Secondo il consulente e la difesa, dunque, non si tratterebbe di un reato in quanto le lettere di accompagnamento alle note di debito non avrebbero avuto un valore legale.

Il 14 luglio, la discussione e la sentenza.

CharB.

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