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Sanità | 10 giugno 2021, 10:07

L’ospedale di Saluzzo verso la normalità: il primo piano torna “Covid free”

Il presidio di via Spielberg, a ottobre 2020, era stato convertito dalla Regione in “Covid hospital”, quindi struttura dedicata interamente al ricovero ed al trattamento di pazienti Covid positivi. Da ieri, uno dei reparti di Medicina accoglie pazienti "no Covid"

L'ospedale di Saluzzo

L'ospedale di Saluzzo

Inizia la riconversione di alcuni reparti di degenza dell’ospedale di Saluzzo.

E il presidio di via Spielberg, da ottobre 2020 convertito dalla Regione in “Covid hospital”, quindi struttura dedicata interamente al ricovero ed al trattamento di pazienti Covid positivi, torna a respirare un’aria di parziale normalità.

Un primo ritorno alla "quotidianità" Saluzzo l’aveva già vissuto a fine maggio.

Il 28 maggio, infatti, era stata chiusa la “Dialisi Covid”, all’interno della palazzina Inaudi, alle spalle dell’ospedale, in direzione via del Follone. Durante l’emergenza pandemica, a più riprese, la dialisi di Saluzzo è stata infatti convertita, per permettere il trattamento dialitico dei pazienti positivi al Coronavirus.

L’ultima volta, in ordine di tempo, risale al 26 marzo, quando i dializzati negativi al virus sono stati trasferiti in altri reparti dialisi della Cn1. Mentre su Saluzzo hanno dializzato soltanto i pazienti Covid positivi.

Tutto ciò, appunto, sino al 28 maggio, quando il reparto dedicato ha chiuso, per tornare alla normalità a partire dal 31 maggio, dopo tutti gli interventi di sanificazione del caso.

Ora, invece, la riconversione inizia ad interessare anche i reparti di degenza.

A partire dal pomeriggio di ieri, 9 giugno, all’interno dell’ospedale il reparto di medicina al primo piano del presidio è tornato ad essere un reparto di Medicina generale “no Covid”.  Al suo interno, al momento, dieci posti letto. Da ottobre 2020, sono i primi posti letto per pazienti negativi al Coronavirus.

Al secondo piano dell’ospedale rimane attivo il reparto di “Medicina Covid”, con 24 posti di degenza”, mentre al pian terreno la Terapia intensiva rimane anch’essa dedicata ai pazienti positivi al virus, con dieci posti letto di Rianimazione.

Per la riconversione della Terapia intensiva, che ha ampliato anche la capacità di degenza, aumentando i posti letto, era stato necessario il trasferimento del Pronto soccorso. In prima battuta, infatti, il “PS” era stato trasferito nei vecchi locali del Pronto soccorso, nell’ala vecchia dell’ospedale. Una scelta obbligata, per ampliare il reparto di Terapia intensiva in piena pandemia.

Il Pronto soccorso, a sua volta, era poi stato chiuso, prima di notte e poi 24 ore su 24, per dirottare il personale nei reparti di Medicina Covid.

Al secondo piano, all'interno della "Medicina Covid", rimangono operative alcune postazioni per consentire le sedute dialitiche a pazienti positivi al Sars-Cov-2.

Nicolò Bertola

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