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Ad occhi aperti | 13 giugno 2021, 07:30

La storia più antica del mondo - True Detective

La nostra realtà è un lungo sogno collettivo, che come tutti i sogni nasconde un orribile mostro alla fine, e ciò che possiamo fare è cercare di combatterlo con tutte le nostre forze

Un momento della sigla della prima stagione di True Detective

Un momento della sigla della prima stagione di True Detective

True Detective è una serie tv di produzione americana messa in onda – nella sua prima serie – nel 2014, ideata da Nic Pizzolatto e scritta da lui e da Scott Lasser, David Milch e Graham Gordy.

Serie tv antologica di genere giallo-thriller, le tre stagioni di cui si compone trattano di gravi casi di cronaca e di corruzione istituzionale nella periferia di tre Stati americani. La prima – indubitabilmente anche la più “di successo” - si propone di scavare nei meandri delle confraternite cristiane della Lousiana, dove le paludi e il marciume non si fermano alle aree di campagna ma s’infiltrano inevitabilmente anche nelle persone che le abitano.

Questa settimana andiamo a Kamloops, British Columbia, Canada, dove nei pressi della Indian Residential School – in disuso ormai dal 1969 – sono stati ritrovati i cadaveri di 251 bambini indigeni (tra cui, parrebbe, uno di circa tre anni). Una scoperta macabra realizzata da un gruppo indigeno locale, il TteS, e riportata da diversi quotidiani internazionali.

La storia del college di Kamloops inizia nel 1890 sotto la gestione della Chiesa: si proponeva – come diverse altre realtà – di fornire sostegno educativo ai figli dei nativi che, in Canada, erano stati costretti dai coloni canadesi a vivere in un sistema simile a quello delle riserve, poi identificato come vero e proprio sistema di “genocidio culturale”. Sin dai primi rapporti dell’epoca si segnalavano casi di malnutrizione tra i ragazzi e i bambini ospitati, oltre al fatto che spesso venivano forzatamente tolti alle proprie famiglie e obbligati ad abbandonare usi e costumi del proprio popolo. Ovvie le testimonianze di abusi e violenze, anche sessuali, da parte del personale del college sui giovani ospiti (comprese di gravidanze indesiderate tra le studentesse).

Una storia, innanzitutto, lontana da noi. Ma anche tutt’altro che fuori dal comune, purtroppo, e non solo nel contesto – ovviamente fondante, nel caso specifico – della “questione indigena” nel territorio americano. E proprio per questo assolutamente importante.

Le tre stagioni che compongono l’esperienza narrativa di True Detective – la cui prima stagione rappresenta ovviamente l’apice per quanto anche le due successive, pur con alti e bassi, meritano la visione e il massimo del rispetto – parlano proprio di casi come questo. E del gigantesco, profondo e illimitato lato oscuro che sottende alla società umana in quanto raggruppamento di animali dotati di pensiero, e specie in un contesto tanto complesso e stratificato e idiosincratico come quello della provincia americana.

In luoghi tanto ampi e sperduti come quelli della Louisiana, della California e dell’altopiano dell’Ozark il senso di solitudine e di distacco dalla realtà in quanto espressione della socialità è altissimo, e porta a devianze orribili come, appunto, il “genocidio culturale” perpetrato ai danni dei nativi americani anche tramite soggetti come il college di Kamloops. E, proprio come nella realtà, anche nella fiction televisiva a giocare un ruolo fondamentale – in senso negativo ovviamente – sono le istituzioni, di ogni tipo e natura: quelle religiose e quelle statali in senso lato. Che arrivano a rispondere dei propri peccati, molto spesso, solo tantissimi anni più tardi.

Nell'attesa, la corruzione agisce in maniera profonda sulle vite quotidiane di tutti noi, quasi senza che ci si possa accorgere della sua attività.

Viviamo in un mondo oscuro, che ci piaccia o meno ammetterlo e nonostante tutti i nostri sforzi di accendere luci che, questa oscurità, possano provare ad allontanarla. La nostra realtà è un lungo sogno collettivo, che come tutti i sogni nasconde un orribile mostro alla fine (si dice, anche a mo’ di spiegazione tematica, nella prima stagione della serie), e ciò che possiamo fare è cercare di combatterlo con tute le nostre forze. Guardandolo in faccia, riconoscendolo, non ignorandolo.

Perché c’è solo una storia, la più antica di tutte, la luce contro l’oscurità. E se l’oscurità sembra sempre sul punto di vincere, in realtà non lo è mai.

simone giraudi

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