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Curiosità | 13 giugno 2021, 14:17

Orgoglio braidese a Euro 2020 con Elena Morino tra i 24 danzatori della cerimonia di apertura dell’11 giugno

La giovane ballerina ha rappresentato i colori della Danimarca, la nazionale protagonista di una lezione di sport e di vita

Elena Morino

Elena Morino

Inizio da sogno per l’Italia del pallone, che all’esordio dei campionati Europei di calcio allo stadio Olimpico di Roma ha festeggiato un perentorio 3-0 alla Turchia. “Grande esordio degli azzurri, sciolti e liberi di imporre il loro gioco in una partita vigorosa, disputata con autorevolezza e senso della posizione”: è stato il commento del giornalista Giulio Botto sulla gara di venerdì 11 giugno.

Ma lo spettacolo non è mancato nemmeno nella cerimonia di apertura, con tanta musica, balli e colori, impreziositi dalla voce di Andrea Bocelli, con ‘Nessun dorma’ e dallo show virtuale di Bono degli U2, con The Edge e Martin Garrix per l’inno ufficiale della kermesse, ‘We are the people’.

Di questa magnifica serata è stata protagonista anche Bra, grazie alla giovane Elena Morino, che era tra i 24 danzatori della coreografia. “Un’emozione indescrivibile - ci ha detto la mamma Donatella Poggio -, perché grazie a lei ci siamo sentiti tutti presenti, tornando a vivere un evento di grande importanza artistica”. Una giusta ricompensa anche per chi, dopo mesi e mesi di stop forzato, non ha mai mollato e ha continuato ad esprimere lavoro e sacrificio.

Elena danza da quando era piccolissima e arriva dalla scuola Arte e Danza di Donatella Poggio, che l’ha consacrata agli onori della cronaca, grazie ad un talento che è arrivato nelle trasmissioni tv di maggiore audience, come X-Factor.

E adesso l’abbiamo vista danzare sul campo dello stadio Olimpico di Roma. Prima del fischio d’inizio, i ballerini hanno creato una coreografia con 24 palloni che rappresentavano le nazionali partecipanti alla rassegna continentale. 24 sfere che si sono unite a formare un unico grande grappolo a simboleggiare l’unità e lo spirito di pace del torneo.
Elena era agganciata ai colori bianco e rosso della Danimarca, proprio la nazionale che di quei valori ha dato piena testimonianza con un gesto di cultura sportiva ed umana da portare ad esempio in tutti i campi sportivi e nelle scuole.

Durante la partita di sabato 12 giugno contro la Finlandia, i giocatori danesi, tra lacrime e preghiere, hanno protetto il loro compagno Eriksen, a terra per un malore, facendo da scudo con il loro corpo per evitare foto e riprese. Una lezione di sport e di vita.

Silvia Gullino

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