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Economia | 14 giugno 2021, 07:00

Derattizzazione: a cosa serve e come funziona

Derattizzazione: a cosa serve e come funziona

Tante persone, ad esempio, che hanno intenzione di ristrutturare la propria abitazione o che si sono appena trasferiti in un appartamento con il giardino, sanno perfettamente come siano numerosi i problemi che, dal punto di vista potenziale, potrebbe far andare qualcosa storto.

Ebbene, la presenza di animali e insetti rappresenta una tra le problematiche maggiormente diffuse. Ebbene, tra gli altri, sono proprio i ratti ad essere considerati come un problema di tutto rispetto, estremamente sgradevole da affrontare e di non semplice risoluzione se viene affrontato autonomamente.

Di conseguenza, è facile intuire come il problema dei topi in casa può essere risolto solamente con l’intervento di personale specializzato, che sappia esattamente che tipo di intervento mettere in atto e, soprattutto, qual è la soluzione maggiormente adatta alle esigenze del singolo cliente. Ad esempio, il servizio di derattizzazione Elis è affidabile ed efficiente, grazie anche alla notevole esperienza di tale azienda in questo settore.

La derattizzazione, ecco cos’è

Quando si parla di derattizzazione, sia riferimento a quel particolare procedimento mediante cui vengono catturati, piuttosto che eliminati, topi e ratti che si trovano all’interno di ambienti pubblici piuttosto che privati.

È abbastanza facile intuire come il primo obiettivo è inevitabilmente quello di riportare ad un livello accettabile la sicurezza e la salute pubblica. Infatti, i topi sono animali in grado di trasportare e diffondere un gran numero di patologie. Al tempo stesso, è chiaro che l’intento è anche quello di evitare che i ratti possano andare a rovinare e imbrattare locali, stanze e pareti, ma anche altri ambienti, per colpa dei loro escrementi.

Ecco, quindi, che la derattizzazione si può considerare come una di quelle attività in grado di far fare un salto di qualità importante sotto tutti questi aspetti nei vari ambienti in cui c’è la necessità di effettuare un intervento. Al tempo stesso, una simile operazione consente anche di migliorare la percezione di pulizia di chi entra in quegli ambienti e non solo di chi ci vive o lavora.

I pericoli, per colpa dell’attività di topi e ratti, sono molto più numerosi di quello che si potrebbe pensare. Sì, dato che i topi possono provocare tutta una serie di danni agli impianti elettrici e, al tempo stesso, possono portare alla formazione di cortocircuiti, malfunzionamento dei vari collegamenti e, in generale, danni dal punto di vista economico.

Le varie tipologie di intervento

Ciascun intervento di derattizzazione, come si può facilmente intuire, riesce ad essere realmente efficace, solo ed esclusivamente nel caso in cui venga messo in atto in relazione a quelle che sono le caratteristiche, i rischi e le peculiarità dell’ambiente in cui si deve operare e in cui bisogna raggiungere un certo risultato.

Ecco spiegato il motivo per cui l’efficacia di un intervento è legata essenzialmente ad un monitoraggio che deve essere, per forza di cose, il più costante possibile, non solo nella zona incriminata, ma pure nel territorio circostante. Come si può facilmente intuire, degli interventi che presentano una durata piuttosto contenuta, e che non tengono conto delle caratteristiche di tutto l’ambiente circostante, non riusciranno senza ombra di dubbio a raggiungere un risultato efficace e soddisfacente.

Quindi, sono diverse le modalità di intervento che si possono mettere in atto e che riguardano la derattizzazione. Le aziende specializzate, infatti, possono scegliere di usare delle esche killer, che possono corrispondere al topicida piuttosto che all’impiego di specifici veleni, oppure possono decidere di piazzare delle trappole.

Non solo, dal momento che ci sono anche tanti sistemi che non portano alla morte degli animali infestanti, come ad esempio l’uso di particolari dispositivi ad ultrasuoni e così via. In ogni caso, qualsiasi sia il metodo che viene scelto, è fondamentale rispettare sempre le direttive del protocollo HACCP, che stabiliscono come si debba rimuovere la possibilità che venga contaminato l’ambiente, ma anche gli alimenti.


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