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Economia | 16 giugno 2021, 07:00

Disturbi dell'umore: la sfida alla salute mentale del nuovo millennio

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la seconda causa di disabilità è oramai data dai disturbi depressivi. Si parla quindi di quelli che vengono detti “disturbi dell’umore”. Vediamo di cosa si tratta.

Disturbi dell'umore: la sfida alla salute mentale del nuovo millennio

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la seconda causa di disabilità è oramai data dai disturbi depressivi. Si parla quindi di quelli che vengono detti “disturbi dell’umore”. Vediamo di cosa si tratta. 

Per “umore” si intende una parte dell’affettività umana, assieme alle emozioni. L’umore è uno stato neurofisiologico che viene percepito come sentimento semplice di fondo. È composto dall'insieme di sensazioni di piacere e/o dispiacere e di attivazione/disattivazione. Un punto importante è che un primo livello dell’umore è proprio il livello di energia che abbiamo (attivazione/disattivazione).

 

Rispetto alle emozioni rappresenta una tonalità di fondo più duratura e sfumata e che prepara il terreno alle emozioni.

 

Nel corso della vita è normale che vi siano delle variazioni nel tono dell’umore. Periodi definiti da umore negativo (ad es., predominanza di emozioni negative, mancanza di energie, sonnolenza) e periodi di umore positivo (ad es., predominanza di emozioni positive, iperattività, presenza di molte “energie”).

 

Il tono dell’umore influisce sui pensieri e sulle emozioni, più o meno consapevoli, su di te, gli altri e il mondo. Queste idee condizionano il tuo modo di entrare in relazione con gli altri e con te stesso e quello che ti succede.

È naturale che il tuo tono dell’umore vari nel tempo, che abbia delle flessioni verso il basso o verso l’alto. Ad esempio, nella stessa giornata potresti sentire demoralizzazione per la mole di compiti da affrontare per poi provare soddisfazione nel vedere quelli che hai svolto nei tempi e modi che avevi prefissati.


Se è normale che l’umore si alteri nel tempo vi sono dei limiti oltre il quale questo cambiamento diventa patologico. Un disturbo dell’umore si distingue per l’intensità dei sintomi ed il disagio che ne consegue, oltre alla persistenza nel corso del tempo.


Umore negativo o disturbo dell’umore?

Nell’arco di vita di una persona è comune sperimentare un abbassamento del tono dell’umore, specialmente in reazione ad alcuni eventi.
Potresti provare tristezza, mancanza di motivazione ed un calo di appetito in momenti particolarmente difficili come un lutto, un cambiamento nelle condizioni di vita come un trasferimento o una modificazione delle condizioni lavorative.

Nel caso dei disturbi dell’umore, l’insorgenza dei sintomi depressivi o della mania, sembra avvenire in maniera spontanea, apparentemente senza motivo.
Questa condizione, accompagnata da cambiamenti nel sonno, dell’appetito, nelle abitudini della persona, permane per lunghi periodi e determina un’incapacità della persona di svolgere le normali attività quotidiane.

 

Disturbi dell’umore: classificazione e sintomi

 

Solitamente, per disturbo dell’umore si fa riferimento a sindromi appartenenti a due categorie distinte del Manuale Statistico e Diagnostico dei disturbi mentali alla sua quinta edizione:

 

-       Disturbi depressivi

-       Disturbi bipolari e disturbi correlati

Come spiega Psicoterapia Scientifica, i disturbi depressivi sono caratterizzati da un abbassamento del tono dell’umore.
Se soffrissi di un disturbo depressivo potresti sentirti giù di morale la maggior parte del giorno, la maggior parte dei giorni. Potresti non avere più interesse nel fare ciò che facevi prima, mangiare e dormire più o meno del solito, sentirti irritabile e privo di energie.

Fanno parte dei disturbi depressivi:

-       Il disturbo da disregolazione dell’umore dirompente

-       Il disturbo depressivo maggiore

-       Il disturbo depressivo maggiore persistente

-       Il disturbo disforico premestruale

-       Il disturbo depressivo indotto da sostanze/farmaci

-       Il disturbo depressivo dovuto ad un’altra condizione medica

-       Il disturbo depressivo con altra specificazione

-       Il disturbo depressivo senza specificazione

 

Al contrario, i disturbi bipolari sono caratterizzati da un’alterazione dell’umore sia verso la mania che verso la depressione xxin positivo (mania) oltre che verso il basso. Se fossi in uno stato maniacale o ipomaniacale proveresti euforia, la tua autostima sarebbe aumentata e sentiresti di avere molte più energie del solito, tanto da non aver quasi bisogno di dormire.

 

Fanno parte dei disturbi bipolari:

-       Il disturbo bipolare I

-       Il disturbo bipolare II

-       Il disturbo ciclotimico

-       Il disturbo bipolare e disturbi correlati indotto da sostanze/farmaci

-       Il disturbo bipolare e disturbi correlati dovuto ad un’altra condizione medica

-       Il disturbo bipolare e disturbi correlati con altra specificazione

-       Il disturbo bipolare e disturbi correlati senza specificazione

 

 

Disturbi dell’umore: cause

Non sono ancora state identificate le cause dei disturbi depressivi o bipolari ma le teorie più recenti hanno evidenziato il ruolo chiave di tre elementi: fattori biologici, genetici e psicosociali.

 

-       Fattori biologici: alterazioni dell’umore corrispondono a variazioni nella disponibilità di neurotrasmettitori come la noradrenalina e la serotonina. Sono sostanze chimiche prodotte dalle cellule del nostro cervello che favoriscono la comunicazione tra neuroni. La depressione è solitamente associata ad un ridotto quantitativo di questi trasmettitori.

-       Fattori genetici: i parenti di primo grado di una persona con disturbo depressivo maggiore hanno più probabilità di sviluppare sintomi depressivi.

-       Fattori psicosociali: sono state evidenziate caratteristiche comuni alle persone che hanno un disturbo depressivo e sono un’elevata reattività ad eventi e situazioni stressanti, pessimismo e scarsa fiducia nelle proprie capacità.

Similmente, all’insorgere dei disturbi bipolari sembrano contribuire diversi fattori tra cui la genetica, la biologia e fattori ambientali.

 

-       Genetica: la causa prima è da ricercare nei geni. Se in famiglia hai qualcuno che ha sofferto di un disturbo depressivo, bipolare o ciclotimico è più probabile che anche tu possa presentare lo stesso disturbo.

-       Biologia: le persone con disturbo bipolare sentono di avere un umore instabile.  Come per la depressione, la scarsa produzione di serotonina e noradrenalina sono determinanti nell’abbassare l’umore, così nel disturbo bipolare questi cambiamenti sono dovuti ad un’eccessiva o ridotta produzione di alcuni neurotrasmettitori e prodotti chimici presenti nel cervello e ad alterazioni congenite nella forma dei recettori che ricevono queste sostanze.

-       Ambiente: tali le caratteristiche genetiche e biologiche ti rendono più vulnerabile all’insorgere di un disturbo bipolare; ciò significa che eventi di vita stressanti possono renderlo manifesto ad un certo punto della tua vita.
Per questa ragione si dice che le cause scatenanti sono di tipo ambientale.

 

Terapia dei disturbi dell'umore

La terapia farmacologica per i disturbi dell’umore prevede l’impiego di antidepressivi o stabilizzatori dell’umore nel caso di un disturbo bipolare.

 

La psicoterapia cognitivo comportamentale e quella interpersonale hanno dimostrato buoni risultati nel trattamento del disturbo depressivo con effetti sia a breve che a lungo termine.
La persona gradualmente recupera le attività che aveva abbandonato ed il piacere nello svolgere le stesse. Attraverso l’aiuto del terapeuta viene guidata a correggere degli errori di pensiero che la portano a concentrarsi sugli aspetti negativi della sua esistenza.


Nei disturbi bipolari, il trattamento più efficace è la terapia farmacologica. Date le difficoltà ad adattarsi a una patologia cronica e le altre conseguenze che questa può portare sulla vita della persona può risultare utile un intervento psicologico. I trattamenti psicosociali, solitamente la terapia cognitivo comportamentale e gli interventi familiari, sono degli interventi utili sia per aiutare il paziente a gestire la patologia (uno dei problemi è che all’inizio delle fasi maniacali il paziente si sente bene e interrompe l’assunzione dei farmaci) che per migliorare la qualità della vita del paziente.

 

Gli interventi più efficaci includono una corretta ed esaustiva informazione sul disturbo bipolare, sui sintomi, su cosa comportano, come identificarli e prevedere precocemente l’insorgere di un episodio maniacale per poterlo prevenire.

 

Nel caso dei disturbi bipolari gli interventi psicologici non possono sostituire la terapia farmacologica ma possono essere un valido aiuto.

Ricky Garino

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