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Economia | 16 giugno 2021, 16:32

Michelin, si chiude l'era delle 'camere d'aria'. Fine produzione entro il 2021.41 lavoratori coinvolti, nessun licenziamento

Il gruppo francese a Cuneo sempre più orientato all'alta gamme. Il processo sarà gestito con il riassorbimento in altri reparti o con prepensionamenti degli operanti su questa linea. Le Rsu: "Nel trovare soluzioni per i lavoratori delle camere d’aria, l'azienda metta l’accento anche sugli interinali"

Michelin, si chiude l'era delle 'camere d'aria'. Fine produzione entro il 2021.41 lavoratori coinvolti, nessun licenziamento

La Michelin di Cuneo entro la fine del 2021 non produrrà più camere d’aria. Su questa linea, definita dalla stessa azienda tramite una nota  “marginale nei volumi e non più competitiva nei costi”, operano nella sede di Ronchi 38 operai e 3 impiegati.

Il gruppo francese operante a Cuneo  dal 1963 che ha nella sede cuneese un fiore all’occhiello nella produzione di pneumatici intenderà investire nei prossimi anni  su  gomme “ad alto contenuto tecnologico” come i prodotti e.Primacy, Pilot Sport, CrossClimate e Pilot Alpin.

“Negli ultimi dieci anni il diametro dimensionale dei pneumatici si è spostato verso l'alto di gamma che oggi rappresenta circa il 50% della produzione. – scrive in una nota Michelin - Mediamente il 40% della produzione è destinato al primo equipaggiamento per costruttori quali Stellantis, Renault, BMW, Porsche, Audi, VW e Mercedes.”

“Nel corso degli ultimi sei anni – prosegue la nota - sono stati investiti 210 milioni di euro in progetti di innovazione sviluppata “in sito” che hanno contribuito a migliorare le performance ambientali e la competitività della fabbrica. La missione dello stabilimento, quindi, è di focalizzarsi nella produzione di pneumatici di ultima generazione proseguendo nell'evoluzione tecnologica dei suoi impianti.”

La multinazionale, descrivendo il panorama in cui si muoverà il futuro della mobilità in campo automotive, ha comunicato l’intenzione di cessare la produzione di camere d’aria nella sede cuneese. Tra le cause, oltre alla marginalità anche la localizzazione del mercato finale di questa linea produttiva: perlopiù aree geografiche circoscritte e lontane dall'Italia.

L’azienda ha precisato che le 41 persone impiegate in questa lavorazione saranno ricollocate all’interno dello stabilimento oppure si attiverà il prepensionamento. Stando alle prime stime  potrebbero essere meno di 10 i prepensionati, mentre gli altri verranno riassorbiti all’interno dell’azienda.

“Apprendiamo con favore che l’azienda non preveda licenziamenti – si legge nella nota delle rappresentanze sindacali – Esprimiamo piena amarezza per la fine di un servizio storico che ha visto avvicendarsi centinaia di lavoratrici e lavoratori nel corso degli anni. Abbiamo chiesto che il fabbricato dopo il dovuto smantellamento continui ad essere un’area produttiva del nostro stabilimento con opportuni investimenti atti a rafforzare la Sami Italia (Società per Azioni Michelin Italia ndr).”

Le rappresentaze sindacali nella nota chiedono inoltre di porre l’attenzione su tre tematiche: produzione giorno, manutenzione e gestione pezzi di ricambio e organizzazione del lavoro.

“Chiediamo all’azienda – si chiude la nota – che nel trovare soluzioni per i lavoratori delle camere d’aria, metta l’accento anche sui lavoratori interinali che sono per noi il futuro dello stabilimento.”

La Michelin di Cuneo occupa circa 2.500 lavoratori tra dipendenti e interinali.

Daniele Caponnetto

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