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Attualità | 17 giugno 2021, 10:13

Scaparoni, la comunità sorda pianta un acero per celebrare il riconoscimento della Lis

“L’acero che muove al vento è come la Lingua dei Segni che muove la gente”. A festeggiare l'evento, anche la promotrice della legge sul riconoscimento della Lis, l'on. Augusta Montaruli

Scaparoni, la comunità sorda pianta un acero per celebrare il riconoscimento della Lis

Scaparoni, frazione del comune di Alba, lo scorso 13 giugno è stato teatro della festa per la comunità sorda piemontese: una giornata baciata dal sole e rallegrata dal verde di magnifici alberi. Sul terreno definito “il balcone di Alba”, con una splendida vista sulla valle del fiume Tanaro, è stato piantato un acero. Il terreno è stato gentilmente concesso da Bruno Brandino: "Un uomo tutto d’un pezzo e dal cuore grande, che già aveva permesso alla comunità sorda di installarvici la panchina gigante della LIS. A lui un vivo e sincero ringraziamento", commenta la comunità sorda albese.

L’idea dell’acero è opera dell’instancabile e infaticabile condottiero dei sordi di Alba Corrado Avarino, rappresentante ENS di Alba. Si è voluto festeggiare così il riconoscimento della LIS da parte del Governo.

L’acero è stato inaugurato, con il tradizionale taglio del nastro tricolore, dall’On.  Augusta Montaruli, promotrice della legge sul riconoscimento della LIS. Il suo discorso ha commosso moltissimi partecipanti piemontesi, venuti appositamente a Scaparoni.

Tra gli altri, hanno preso parte ai festeggiamenti anche l'assessore al Turismo e Manifestazioni della Città di Alba, Emanuele Bolla, grande estimatore della LIS, accompagnato dal suo collega Marco Saglia, consigliere comunale di Piobesi; il presidente regionale ENS Piemonte Antonio Iozzo, che ha rievocato il lavoro svolto della Regione Piemonte nel 2012 sul riconoscimento della LIS a livello regionale. Prima della benedizione di Don Franco è intervenuta Marianna in rappresentanza del vivaio da cui proviene l’acero.

Infine è stata scoperta una lapide, posta accanto all’acero, la cui dicitura: “L’acero che muove al vento è come la Lingua dei Segni che muove la gente” è stata tradotta in LIS dall’autore sordo Emiliano Mereghetti

"E’ stata una festa veramente commovente, che ha visto la comunità sorda protagonista, come merita di essere, e partecipe dell’attività di tutta la comunità albese", ha affermato Mereghetti.

La mattinata  è proseguita con un rinfresco, nel rispetto delle regole anti-COVID, con il supporto instancabile di Angela, Roberta e Giancarlo. I partecipanti serberanno nel cuore l’entusiasmo e la felicità di aver trascorso insieme una splendida mattinata all’insegna della bellezza della lingua dei segni italiana.

Redazione

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