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Attualità | 18 giugno 2021, 14:12

Da oggi al via le vaccinazioni nelle farmacie della Granda, tra difficoltà organizzative e tantissime richieste [VIDEO]

Presidi imprescindibili in questo anno e mezzo di pandemia, molte farmacie hanno aderito alla campagna vaccinale, anche se le difficoltà per organizzare gli spazi e il personale non sono poche

Da oggi al via le vaccinazioni nelle farmacie della Granda, tra difficoltà organizzative e tantissime richieste [VIDEO]

Da oggi al via in tutto il Piemonte le vaccinazioni nelle farmacie. Verrà inoculato Pfizer.

Si potranno prenotare i cittadini dai 18 ai 79 anni in buona salute (quindi non i soggetti fragili), che non si sono ancora registrati sul portale www.ilPiemontetivaccina.it, oppure che si sono registrati ma non hanno ancora ricevuto un appuntamento, oppure la cui seduta vaccinale è fissata dopo almeno 10 giorni. 

Sono soprattutto i più giovani a chiedere la vaccinazione in farmacia.

In Granda sono state numerose le adesioni da parte delle farmacie, anche se la gestione di questo nuovo servizio non è semplice. Servono locali e personale formato.

Alcune farmacie cuneesi, come la Comunale di piazza Europa, vaccineranno a serrande chiuse, in fascia pranzo, proprio per garantire la separazione delle attività, non avendo locali alternativi. La partenza, qui, sarà il prossimo 21 giugno.

Alla farmacia Bertero di via Roma si potranno vaccinare dodici persone a settimana: questa la possibilità organizzativa.

La farmacia Bottasso, invece, ha convertito degli spazi separati dedicati alla formazione interna a sede vaccinale. Per cui riuscirà a portare il numero delle vaccinazioni - per due settimane 24 a settimana - a 72. E sta già prenotando anche i richiami. Fino al 9 agosto sono praticamente al completo. 

Altre farmacie hanno invece deciso di non aderire proprio perché impossibilitate a trovare spazi e risorse umane dedicate. "Ci siamo formati - ci ha detto la titolare di una farmacia del centro di Cuneo che ha scelto di non aderire -, ma ci siamo resi conto che avremmo potuto contribuire in modo poco significativo, con uno sforzo organizzativo sproporzionato. Continueremo a dare tutti gli altri servizi, ma abbiamo deciso di non vaccinare". 

 

simonelli-de prosperis

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