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Cronaca | 23 giugno 2021, 17:52

A processo per le uova al Fipronil: dopo quattro anni si va a sentenza

Fissata per il prossimo ottobre l’udienza che dovrebbe chiudere il procedimento a carico di un allevatore roerino, che si dice estraneo alle accuse di contravvenzioni alimentari e frode in commercio

Immagine d'archivio

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Non si chiuderà prima dell’autunno prossimo il processo che in Tribunale ad Asti vede imputato S. R., contitolare di un allevamento di Sommariva Perno, che insieme a P. F., veterinario di Cesena, a sua volta titolare di un’azienda agriavicola, è accusato di contravvenzioni alimentari e del reato di frode in commercio.

Il procedimento a carico dei due (pubblico ministero Francesca Denti, giudice Beatrice Bonisoli) si era aperto nel giugno 2019, sugli esiti delle verifiche che nel settembre 2017 i Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni (Nas) di Alessandria compirono in provincia di Cuneo, accertando come anche la Granda fosse interessata dal caso delle uova al Fipronil: uno scandalo che, partito dall’Olanda, toccò diversi Paesi europei, portando a verificare un diffuso utilizzo di quell’antiparassitario in concentrazioni superiori a quelle consentite dalla legge, con funzioni di disinfettante.

Nella nostra provincia le indagini toccarono sette allevamenti, tra i quali quello roerino e altri a Mondovì, Fossano e Cuneo, portando alla distruzione di 2 milioni di uova e di 200mila galline, con sei aziende costrette a ritirare i propri prodotti dal mercato.

Calendarizzata nei giorni scorsi, la nuova udienza del processo è stata differita al 4 ottobre prossimo in ragione degli eccessivi carichi giudiziari che pendono sul foro astigiano. In quell’occasione sarà prevista l’audizione dei testi della difesa e contestualmente si dovrebbe poter arrivare finalmente a sentenza.

Mentre il veterinario aveva chiesto di avvalersi della messa alla prova, l’allevatore roerino, assistito dall’avvocato albese Roberto Ponzio, aveva invece scelto di sostenere il processo con rito ordinario, ritenendo di essere completamente estraneo alle accuse rivoltegli dagli inquirenti. "Da anni – dichiara l’avvocato Ponzio – la società agricola del mio assistito si avvaleva della consulenza medica e veterinaria del coimputato, che aveva anche fornito il disinfettante. Non c’era pertanto alcun motivo, da parte del mio assistito, per dubitare della liceità di tale prodotto. Va anche ricordato che il valore analitico di Fipronil rivelato fu molto basso, tale da non comportare rischi per la salute umana e non idoneo a entrare nel ciclo alimentare delle galline ovaiole".

Ezio Massucco

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