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Economia | 25 giugno 2021, 15:06

Commercio Saviglianese: quasi 4 milioni e mezzo di euro persi nell'anno della pandemia

Presentata l’indagine svolta da Ascom Savigliano su un campione di 229 imprese locali. “Inizio di quest’anno è peggiore del precedente, temiamo le ripercussioni più pesanti proprio sul 2021”

Commercio Saviglianese: quasi 4 milioni e mezzo di euro persi nell'anno della pandemia

Anno difficile per l'economia dell'area saviglianese, che nel 2020, in piena pandemia, ha stato registrato un calo pari -8,89%, sono stati quindi persi in 1 solo anno e su appena 229 imprese quasi quattro milioni e mezzo di euro (-4.384.585,58).

“I numeri sono importanti, siamo quasi a 5 milioni di perdite livello di volume di affari sulle imprese prese a campione - spiega il direttore di Ascom Savigliano Livio Raballo -. Quello che però è emerso di positivo è stata la resilienza delle nostre piccole imprese che hanno tenuto duro e hanno compensato quello che non è arrivato dai ristori. Ce l’hanno messa tutta e hanno comunque garantito il servizio sul territorio”.

I dati sono stati raccolti in un'indagine condotta da Ascom Savigliano per valutare gli effetti economici delle restrizioni sulle piccole imprese del territorio. Una statistica alla sua prima edizione realizzata appunto su 229 imprese, che coprono 15 settori e 20 attività merceologiche: dagli estetisti alle palestre, fino ai trasporti. 

A essere presi in considerazione sono stati i volumi d’affari imponibili (al netto dell’IVA) per gli anni che vanno dal 2018 (pre pandemico) fino a dicembre 2020 (in piena pandemia).

L’indagine è stata presentata ieri nella sede dell’associazione di categoria alla presenza dello stesso Cda Ascom, dei sindaci del territorio, degli enti bancari e dei rappresentanti della regione. 

Guardando i numeri è evidente che ill 2020 ha rappresentato un anno complicato “senza precedenti da oltre 70 anni a questa parte” come è stato definito dalla stessa Ascom.

La perdita effettiva, al netto dei ristori ricevuti dalle ditte che hanno registrato un calo, è stata pari a oltre 3 milioni e 400 mila euro (-3.436.748,97) a fronte di oltre 1 milione e mezzo di ristori i ristori incassati dalle stesse ditte (+1.534.530,41).

Agenti di commercio, negozi di articoli non alimentari, palestre, distributori di carburante e trasporti (con un crollo del 55%) tra le categorie che hanno registrato le perdite più significative, mentre hanno avuto un’impennata in positivo ferramenta, vernici e colori (che rispettivamente hanno registrato un aumento del 25% e del 18%), biciclette, parafarmacie e il commercio al dettaglio dei generi alimentari, che si sono rivelati fondamentali proprio durante i mesi di lockdown. 

Diverse le conseguenze su diversi aspetti dell’economia locale: modifiche dell’organizzazione del lavoro, aumento dell’indebitamento, riduzione della liquidità, ma anche maggiore digitalizzazione, politiche green, lancio di nuovi prodotti.

“La prossima edizione riguarderà l’anno in corso 2021. Per quanto visto fino ad ora, questo inizio di anno (4 mesi circa) è peggiore dell’anno scorso, quindi ad oggi temiamo le ripercussioni più pesanti proprio sul 2021”.

 

chiara gallo

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