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Attualità | 29 giugno 2021, 10:03

Cuneo, a Villa Sarah un banchetto di prevendita per alloggi ancora non approvati dal Comune: “Insopportabile spavalderia”

Ugo Sturlese bacchetta l’amministrazione comunale con un’interpellanza incentrata sul futuro della villa storica e dell’area circostante: “Se serve una variante al PEC è chiaro ci siano già delle incongruenze”

Cuneo, a Villa Sarah un banchetto di prevendita per alloggi ancora non approvati dal Comune: “Insopportabile spavalderia”

Che cosa sta accadendo nell’area di Villa Sarah, a Cuneo? A porsi la domanda – e a porla al consiglio comunale del capoluogo nel corso della serata di ieri (lunedì 28 giugno) – è stato il consigliere Ugo Sturlese, da sempre interessato al presente e al futuro della villa storica.

Il documento presentato prende le mosse da diverse segnalazioni che riguardano l’area, come la presenza di un box office per la prevendita di alloggi sulla base di un progetto non conforme a quello approvato tramite PEC, il fatto che si legga e si senta parlare di un abbattimento della villa stessa nel mese di luglio e della realizzazione di strutture non approvate secondo gli strumenti urbanistici vigenti, e il passaggio di proprietà da Granda Immobiliare Spa ad Aquileia Capital Service, controllata dal gruppo Bain Capital, nonostante sia ancora in esecuzione una CILA di “sondaggio materiali” fatta realizzare dalla Granda Immobiliare (CILA che, però, si può utilizzare per piccoli lavori e non per un intervento così ampio).

A rispondere, l’assessore Luca Serale: “So per certo che i professionisti incaricati presenteranno una proposta di variante al PEC autorizzata. In tale contesto verranno verificati i titoli di proprietà e, ovviamente, anche stabiliti profili di illegittimità che a tutt’oggi non sembrano sussistere”.

Che la cosa non quadri emerge chiaramente dall’asserzione che si dovrà procedere con una variante al PEC – ha aggiunto ancora Sturlese, dopo la risposta (prettamente tecnica) dell’assessore – e in queste condizioni che un’azienda possa arrivare a vendere alloggi non ancora approvati dal Comune è un fatto che colpisce profondamente.  Con una CILA, poi, non è consentito un intervento di esplorazione del suolo, tra l’altro su un territorio che vedrà un progetto diverso da quello approvato e realizzato da un soggetto diverso da quello originale; sono notizie veramente irricevibili, queste, e da contrastare severamente. Oltre a far riscontrare una certa spavalderia nel piazzare il baracchino delle vendite a questo punto della vicenda”.

simone giraudi

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