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Attualità | 29 giugno 2021, 21:09

Docenti di Savigliano indignati per l'abbandono della Biblioteca comunale: "A livello nazionale si sostiene la lettura, noi cosa facciamo? La lasciamo morire"

In una lettera alcuni insegnanti della scuole locali esprimono il proprio disappunto per la mancata attenzione sulla struttura

Docenti di Savigliano indignati per l'abbandono della Biblioteca comunale: "A livello nazionale si sostiene la lettura, noi cosa facciamo? La lasciamo morire"

Continua a far parlare la questione della Biblioteca comunale di Savigliano, su cui si è discusso anche durante l'ultimo Consiglio comunale. La sede infatti conta ormai solo tre dipendenti, ha visto le dimissioni della storica direttrice e necessita di interventi strutturali.

Alcuni docenti della scuole saviglianesi hanno scritto un lettera per esprimere il proprio disappunto. 

"Apprendiamo con sconcerto, stupore e rabbia la notizia della praticamente imminente morte della biblioteca civica di Savigliano - si legge nella nota -

Sconcerto perché per noi insegnanti e cittadini è incredibile pensare che la biblioteca civica e quindi la sua funzione educativa e civile venga tenuta in sì poco conto dall’Amministrazione comunale.

Stupore perché da sempre lo staff e la direttrice della biblioteca hanno lavorato e collaborato egregiamente con le scuole saviglianesi, offrendo costantemente nuovi spunti e nuovi orizzonti all’attività didattica di tutti gli ordini scolastici , mettendo in piedi innumerevoli progetti di alto profilo; senza parlare di come ci si è impegnati a favore di tutti i lettori durante il lockdown.

Rabbia perché in un Paese che è da sempre fanalino di coda nelle classifiche internazionali e dove a livello nazionale, leggi Mibact e non solo, si sostiene l’importanza della lettura, noi a Savigliano cosa facciamo?

Lasciamo letteralmente morire la nostra biblioteca dato che, come si sa, è un costo e non produce alcunché secondo le logiche aziendalistiche che ormai vanno per la maggiore, anche in ambienti che nulla hanno a che vedere con tutto ciò.

Certo del resto, come affermava un noto ministro qualche anno fa, “con la cultura non si mangia”, ma senza cultura e quindi senza libri e senza le persone che rendono vivi quei libri con competenza e professionalità, non si sogna, non si cresce e non si diventa comunità".

 

 

cg

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