/ Cronaca

Cronaca | 29 giugno 2021, 17:45

Alba, partita di tartufi sotto sequestro: "Provvedimento illegittimo"

Commerciante di via Maestra subì la confisca di numerosi esemplari di "scorzone" raccolti in Liguria. Ora chiede l'annullamento della misura e la restituzione di quanto ricavato dalla loro vendita

Alba, partita di tartufi sotto sequestro: "Provvedimento illegittimo"

C’è un seguito nella vicenda della partita da 1,7 chilogrammi di Tartufo Nero Estivo ("Tuber aestivum") esposto per la vendita da un negozio di via Maestra ad Alba e che un mese fa, lo scorso 28 maggio, venne posto sotto sequestro dai Carabinieri Forestali del Comando provinciale di Cuneo.

Per mezzo dell’avvocato albese Roberto Ponzio, il titolare dell’attività ha infatti presentato opposizione al provvedimento, ritenendo illegittimo il verbale di contestazione e confisca, e chiedendo che venga altresì disposta la restituzione dell’importo ricavato dalla vendita che, di quei 27 esemplari della varietà comunemente conosciuta come "scorzone", raccolti sul territorio ligure e venduti nella capitale delle Langhe, venne operata successivamente al sequestro.

"Quel provvedimento si fonda su un’errata interpretazione delle normative regionali in tema di calendari di raccolta e vendita del pregiato fungo ipogeo – spiega l’avvocato Ponzio –. Per arrivare alla sanzione deve esserci coincidenza tra il luogo di raccolta e quello di commercializzazione. Se questi differiscono, come in questo caso, e nel primo la raccolta è lecita, come in questo, la valutazione non può che essere diversa".

Ciò che in un dato periodo dell’anno è possibile raccogliere in Liguria, dove potersi vendere anche ad Alba, è la sostanza del rilievo. "Altrimenti diamo un’interpretazione assurda alla norma", prosegue il legale, secondo il quale quella misura avrebbe violato tre articoli della Costituzione (41, libertà dell’iniziativa privata; 117, libera concorrenza; 120, divieto per le Regioni di ostacolare la libera circolazione delle merci), oltre al regolamento europeo che dispone la libera circolazione delle merci sul territorio dei Paesi membri Ue.

"E’ altrettanto assurdo che il prodotto confiscato sia stato offerto dagli agenti accertatori al miglior offerente, così che una merce sequestrata in un negozio sia stata magari consumata in un vicino ristorante", aggiunge ancora il legale, che solamente nello scorso autunno, per conto dell’associazione Tartufo Ok, aveva presentato alla Regione un’istanza volta a richiedere la modifica del suo calendario di raccolta e commercializzazione. "E’ auspicabile che la Regione intervenga e proceda in tempi brevi per superare questa discrasia", conclude l’avvocato.

E. M.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium