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Cronaca | 29 giugno 2021, 15:25

Solfiti nella Salsiccia di Bra: via al processo per uno dei macellai coinvolti

Prima udienza ad Asti nel procedimento nato da un’ispezione dei Nas dell’ottobre 2019. La difesa si affida alla consulenza del medico legale Lorenzo Varetto e respinge le accuse: "Minuscole quantità dal vino bianco usato nell’impasto"

Immagine d'archivio

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E’ iniziato ieri, lunedì, il procedimento istruito a carico di uno dei macellai braidesi che il Tribunale di Asti aveva indagato con l’accusa di aver fatto ricorso all’aggiunta di solfiti nella preparazione della loro Salsiccia di Bra Dop.

L’uomo, titolare di una macelleria in città, deve infatti difendersi dall’accusa di avere prodotto nel proprio laboratorio e detenuto per la vendita sostanze alimentari – nella fattispecie il celebre insaccato a base di carne bovina – realizzato però con l’aggiunta di additivi chimici non autorizzati – i solfiti, appunto. Il procedimento era partito da un’ispezione compiuta dai Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni nell’ottobre 2019.

L’udienza celebrata di fronte al giudice Beatrice Bonisoli ha fatto segnare l’opposizione del pubblico ministero Vincenzo Paone ad alcune prove richieste dalla difesa del commerciante, che, non presente in aula, era rappresentato dall’avvocato Roberto Ponzio.
Tra queste la nomina del consulente tecnico della difesa, che il legale albese ha indicato nella persona di Lorenzo Varetto.
Il giudice ha alla fine ammesso le prove richieste, tra le quali anche l’audizione del noto medico legale, dedotto per riferire di studi scientifici che trattano proprio l’utilizzo di tali sostanze per usi alimentari.

Il giudice ha rinviato la prosecuzione del processo all’udienza fissata per il prossimo 22 novembre, quando sono previsti l’audizione dei testi dell’accusa e l’esame dell’imputato, riservando per l’udienza successiva l’audizione degli altri testi.

"La legge – commenta l’avvocato Ponzio – sanziona l’aggiunta di additivi chimici. Nel caso di specie la minuscola quantità rilevata nel prodotto non è però frutto di un’aggiunta di sostanze chimiche con finalità di conservazione, ma il risultato dell’impiego di vino bianco secco nella preparazione del composto".

Ezio Massucco

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